01 Jan, 2026 - 16:45

"Santocielo": ecco come finisce, trama e location del film con Ficarra e Picone e Giovanni Storti

"Santocielo": ecco come finisce, trama e location del film con Ficarra e Picone e Giovanni Storti

"Santocielo" non è la classica commedia italiana da risata facile e via. Il film diretto da Francesco Amato, con Ficarra e Picone affiancati da Giovanni Storti, parte come una favola surreale e finisce per infilarsi dritto in temi enormi: fede, identità, libero arbitrio, paura del diverso.

Il tutto condito da battute, equivoci e quella comicità gentile che è ormai il marchio di fabbrica del duo siciliano. La storia gioca fin dall’inizio con una domanda tanto assurda quanto potentissima: cosa succederebbe se sulla Terra dovesse nascere un nuovo Messia, ma nessuno fosse pronto ad accettarlo?

Da qui parte un racconto che mescola sacro e profano, ironia e malinconia, fino a un finale che divide, provoca e lascia parecchio materiale su cui riflettere.

La trama completa di "Santocielo"

In Paradiso, Aristide è un angelo qualunque. Lavora all’ufficio smistamento preghiere, legge richieste disperate, sogni piccoli e grandi tragedie quotidiane. Il suo desiderio segreto è entrare a far parte del coro dell’Altissimo, il massimo riconoscimento celeste possibile.

Durante un’assemblea straordinaria, Dio convoca tutti gli angeli per decidere il destino dell’umanità: nuovo diluvio universale o invio di un nuovo messia sulla Terra. Alla fine si sceglie la seconda opzione, ma nessun angelo vuole assumersi il compito. Tocca proprio ad Aristide, che accetta sperando nella ricompensa promessa.

Il compito sembra semplice: scendere sulla Terra, scegliere una donna e toccarle il grembo per dare inizio a una gravidanza miracolosa. Ma, come spesso accade in "Santocielo", nulla va secondo i piani.

L’errore clamoroso: Nicola rimane incinto

Durante una serata al bar, Aristide beve, si confonde e finisce coinvolto in un incidente assurdo. Nel tentativo di salvare Nicola, professore di matematica e vice preside in crisi matrimoniale, lo spinge via da un furgone e gli tocca il ventre per errore. Il risultato è l’impensabile: Nicola rimane incinto.

Dio, furioso per l’errore, punisce Aristide privandolo dei suoi poteri. L’angelo cade in coma e viene ricoverato in ospedale. Tre mesi dopo si risveglia, e Nicola scopre di dovergli la vita.

All’inizio non vuole aiutarlo: Aristide non conosce nessuno, non ha più poteri e ora deve anche affrontare le conseguenze della gravidanza sbagliata.

Poco alla volta, però, tra i due nasce un rapporto sincero, fatto di goffaggini, dialoghi surreali e una crescente umanità condivisa.

Gravidanza, paura e scandalo mediatico

Aristide trova lavoro nella scuola di Nicola come tuttofare e incontra Suor Luisa, di cui si innamora. Nicola, nel frattempo, inizia a sperimentare tutti i sintomi di una gravidanza, tra incredulità e terrore. Quando capisce davvero cosa sta succedendo, pensa persino all’aborto, convinto che sia tutto troppo assurdo.

Alla fine decide di tenere il bambino. Inizia a informarsi, a fare scelte da "mamma", a guardare il mondo da un’altra prospettiva. Questo percorso lo porta a riavvicinarsi a Giovanna, la moglie da cui si era separato, anche lei incinta di un altro uomo.

La verità esplode quando, dopo un ricovero improvviso, un’ecografia rivela pubblicamente che Nicola è incinto. La notizia fa il giro del mondo in pochissimo tempo. La sua casa viene assediata da curiosi, fanatici, media e opportunisti. Il miracolo diventa uno spettacolo.

La fuga in Sicilia e il ritorno per il parto

Per sfuggire alla folla, Suor Luisa organizza uno stratagemma e porta Nicola, Aristide e Giovanna in un piccolo paese sperduto della Sicilia, abitato quasi esclusivamente da anziani. Qui l’attesa del bambino viene vissuta con naturalezza e gioia, senza isteria collettiva.

Il paese accoglie la gravidanza come una benedizione, ma Nicola non riesce a restare. Si sente un codardo, convinto di stare scappando dai suoi problemi. Decide così di tornare a casa per affrontare il parto.

Il parto è complicato, teso, emotivamente carico. Alla fine nasce una bambina. Subito dopo, in un momento sospeso e silenzioso, inizia a nevicare.

Il finale di "Santocielo" spiegato nei dettagli

Dio, soddisfatto di ciò che è accaduto, manda un angelo a riprendere Aristide. Il saluto è discreto, quasi invisibile.

Suor Luisa sembra percepire qualcosa: l’ascensore rotto si ripara da solo, una porta si apre senza che nessuno la tocchi. Aristide le sussurra qualcosa all’orecchio prima di sparire. Lei guarda la bambina e sorride, come se avesse capito chi diventerà.

Aristide torna in Paradiso, ma non entra nel coro dell’Altissimo. Rimane all’ufficio smistamento preghiere. È sereno, però, perché ora riceve le preghiere di Nicola. Ha capito che il senso di una preghiera non è essere esaudita, ma sentire che qualcuno ascolta.

Le location di "Santocielo": dove è stato girato il film

"Santocielo" è stato girato principalmente a Roma e in Sicilia, terra d’origine di Ficarra e Picone, che diventa quasi un personaggio aggiunto del film. Le ambientazioni urbane e periferiche raccontano un’Italia contemporanea, reale, lontana dalle cartoline turistiche.

Molte scene sono ambientate a Palermo e dintorni, tra quartieri popolari, strade anonime e spazi quotidiani. Questa scelta rafforza il contrasto tra l’evento straordinario e la normalità assoluta dei luoghi. Il Paradiso, invece, viene rappresentato in modo minimalista, lontano da qualsiasi iconografia tradizionale.

La messa in scena evita l’effetto "kolossal" e punta su ambienti riconoscibili, proprio per rendere il messaggio più diretto: il miracolo potrebbe accadere ovunque, anche sotto casa.

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