01 Jan, 2026 - 12:30

Grillo rompe il silenzio: “Il mio tempo non è ancora venuto”... e il ritorno non è escluso

Grillo rompe il silenzio: “Il mio tempo non è ancora venuto”... e il ritorno non è escluso

"Il mio tempo non è ancora venuto, io sono postumo. Resto qui, a guardare e a pensare... In silenzio, perché è la forma più elevata di presenza".

Beppe Grillo, il fondatore del Movimento 5 Stelle, ha scelto il tradizionale intervento di fine anno per ritornare a parlare di politica sul suo blog dopo la rottura con la sua creatura.

Lo fa nel suo stile, riservando stilettate a tutti, e tornando ad attaccare il sistema politico popolato da "zombi", una metafora cara all'ex garante 5 Stelle.

Una denuncia che si concentra sul sistema di potere che inevitabilmente coinvolge anche la giustizia "la parola solenne", che però si conclude con un 'punto e a capo', perché Beppe Grillo nasconde un avvertimento tra le parole:

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il mio tempo non è ancora venuto, io sono postumo.

Insomma, per il momento resta a "guardare e pensare" in silenzio, ma non esclude il ritorno.

“Io sono postumo”: Grillo torna a colpire il sistema e avverte la politica 

Con il suo post di fine anno, l'ex garante M5S smorza gli entusiasmi di quanti in questi mesi di silenzio, hanno pensato ad un suo passo indietro definitivo dalla politica attiva.

Grillo è solo in attesa del momento giusto per ritornare, perché "dare ai sogni il loro giusto posto sarà la sfida degli anni a venire" per scuotere un

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Paese che si è abituato a tutto, all’ingiustizia che diventa una procedura, al dolore che diventa una pratica amministrativa e al silenzio che viene scambiato per equilibrio.

"Ho parlato tanto, ho urlato, riso e insistito" ha continuato Grillo per poi spiegare il silenzio degli ultimi mesi:

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Ho detto cose scomode quando era sconveniente dirle e cose impopolari quando forse conveniva starsene zitti ma poi sono rimasto in silenzio perché arriva un punto in cui le parole rischiano di diventare parte del rumore.

Politica di zombie e giustizia come clava: il post di Grillo che riaccende la miccia

Poi l'ampia parentesi sulla giustizia, "quella parola 'solenne' agitata da tutti come una bandiera e usata come una clava",

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Ci sono cose che non entrano nei bilanci di fine anno, esistono ferite che non fanno notizia e cambiano il modo di guardare il mondo, insegnano che la verità segue percorsi tortuosi e che la giustizia spesso procede con tempi e logiche lontane da ciò che appare davvero giusto.

Scrive Grillo che poi lancia il suo affondo con toni che ricordano quelli degli inizi contro una politica vecchia, accartocciata su sé stessa e priva di slancia.

La politica che "continua a recitare" sul solito palco. 

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Cambiano le sigle, i simboli, gli accordi, e le facce sono sempre le stesse, che come zombie si trascinano con la scorta tra i palazzi. A fine anno si chiede fiducia all’anno che sta arrivando, ma l’anno nuovo non merita per forza fiducia automatica, la fiducia richiede attenzione, occhi ben spalancati e memoria, perché dimenticare resta il modo più semplice per ripetere sempre gli stessi errori. 
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