Anno nuovo, sondaggio nuovo.
Nando Pagnoncelli, negli ultimi giorni del 2025, ha misurato la performance di leader e partiti evidenziando che quello che ci siamo appena messi alle spalle è stato un buon anno per Giorgia Meloni, che ha mantenuto la sua popolarità (anzi, l'ha incrementata di un punto negli ultimi 12 mesi), ed è stato negativo per il Pd che, da gennaio 2025, ha perso oltre un punto.
L'apprezzamento per il governo è, a fine 2025, stimato sull'indice 42.
Si tratta di un giudizio positivo?
Intanto, quel 42 rappresenta la percentuale di chi ha esternato la sua soddisfazione sul totale di chi si è sentito in grado di giudicare, escludendo quindi i "non so".
Rispetto a un anno fa, poi, è un dato in linea, anzi che cresce di un punto.
Tuttavia, Pagnoncelli ha fatto notare come dal 2022, rispetto all'insediamento, il governo Meloni abbia subito un decremento di 12 punti.
Nel confronto, però, con gli altri governi più duraturi, anche questo è un dato che può essere accolto con favore nelle stanze di Palazzo Chigi.
Il Berlusconi IV, infatti, aveva perso ben 35 punti; il governo Renzi (durato meno dell'attuale) ben 24, il doppio.
Come dire: governare logora. Ma non tanto l'attuale centrodestra. Anche perché l'indice di gradimento della sua leader, Giorgia Meloni, rimane elevato.
Oggi, ha informato Pagnoncelli, è stimato a 43, con una crescita di un punto nel corso degli ultimi 12 mesi e un calo di 15 punti rispetto al momento del suo insediamento.
In tutto questo, il Pd di Elly Schlein sta messo molto peggio: nel 2025, ha perso per strada oltre un punto. All'inizio dell'anno era valutato al 22,5%, oggi al 21,3.
In più, solo l'86,3% dei suoi elettori riconfermerebbero a occhi chiusi la loro scelta: il 7,9 sarebbe pronto a premiare Avs, il 2,7% il Movimento Cinque Stelle; il 3,6% il blocco liberale che alle scorse europee si presentò sotto al cartello di Stati Uniti d'Europa; l'1,9%, invece, premierebbe Azione.
Ma non solo, una fetta di elettorato Pd si dice pronto finanche a cambiare schieramento: l'1,1% premiando la Lega, lo 0,9% Forza Italia o Noi Moderati e lo 0,5% Fratelli d'Italia.
Come dire, per Schlein c'è da riflettere.
Ma qual è il peso dei partiti misurato da Pagnoncelli al 18 dicembre scorso?
Nel centrodestra, Fratelli d'Italia è in testa con il 28,4%, Forza Italia è all'8,3%, Noi Moderati all'1%, la Lega all'8,1%.
Sull'altro fronte, il Partito Democratico è al 21,3%, il Movimento Cinque Stelle al 13,5%, Alleanza Verdi e Sinistra al 6,1%, Più Europa all'1,6%, Italia Viva al 2,5%, Azione al 3,1%.