Nell'ultima scena di “Killers of the Flower Moon”, c’è un piccolo cameo del regista Martin Scorsese mentre appare in un finto programma radiofonico del 1932, che banalizza i crimini Osage come una sorta di spettacolo comico.
Ernest (Leonardo DiCaprio), ormai anziano e solo, piange mentre pronuncia un monologo straziante, in cui confessa il suo amore per Mollie, ma lei lo fissa prima di morire tra le sue braccia, simboleggiando il suo rifiuto definitivo.
Il film si chiude con una danza tradizionale Osage, un tributo alla resilienza della leggendaria tribù. Il capolavoro di Scorsese uscito nel 2023 mescola amore, avidità e orrori nell’Oklahoma degli anni Venti.
Il finale di “Killers of the Flower Moon” è un vero pugno nello stomaco. Ernest Burkhart (DiCaprio) testimonia contro lo zio William Hale (De Niro), rivelando l'atroce rete di omicidi per rubare il petrolio Osage, ma mente ancora alla moglie Mollie (Gladstone) sul suo coinvolgimento: lei lo capisce e lo lascia, spezzando il cuore degli spettatori.
Il film finisce con un cameo di Scorsese in una sequenza radiofonica del 1932, che un ridicolizza la tragedia come uno spettacolo frivolo per il pubblico bianco.
Scorsese appare di persona per pronunciare l'elogio funebre di Mollie, ricordando le vittime dei crimini, mentre i colpevoli escono presto di prigione e vivono a lungo.
Qual è il significato del film? La pellicola è un monito sull’avidità e sulla ferocia coloniale contro gli indigeni, popolo spesso raccontato solo come forma di intrattenimento. L’ultima immagine del film mostra una danza tradizionale Osage, che simboleggia la resilienza eterna.
Martin Scorsese ha scelto location autentiche per realizzare il suo film, facendo così immergere lo spettatore nella riserva Osage. “Killers of the Flower Moon” è stato girato principalmente nella Contea di Osage, in Oklahoma.
Tra le altre location ricordiamo Pawhuska, Fairfax e Bartlesville, tutte fondate dai nativi dopo la migrazione forzata del 1870.
La produzione ha collaborato strettamente con la Nazione Osage, inclusi leader come Geoffrey Standing Bear, per rispettare la vera storia tragica del popolo.
Il film narra vicende realmente accadute, facendo riferimento al "Reign of Terror" negli anni Venti. In quel tempo la tribù Osage, per via della presenza di giacimenti di petrolio sotto le loro terre in Oklahoma, diventò bersaglio di bianchi avidi.
La pellicola racconta la lotta per i diritti minerari e lo sterminio della popolazione indigena. Ernest Burkhart sposa Mollie Kyle, un’ereditiera Osage, sotto l’influenza dello zio Hale che avvelena la famiglia - e anche la donna - solo per i soldi.
L'arrivo dell'agente FBI Tom White smaschera il terribile complotto. Il cast stellare vanta la presenza di Leonardo DiCaprio, Lily Gladstone, Robert De Niro, Jesse Plemons, Brendan Fraser, John Lithgow, Jason Isbell e membri della comunità Osage.