La Casa Bianca ha rimproverato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo l’uccisione di un alto comandante di Hamas a Gaza, ritenuta una violazione del cessate il fuoco mediato dal presidente Donald Trump. L’episodio ha messo in luce crescenti tensioni tra Washington e Tel Aviv sulla gestione della tregua e sulle prospettive diplomatiche regionali.
La Casa Bianca ha inviato un severo messaggio privato al premier israeliano, accusando Tel Aviv di aver infranto l’accordo di cessate il fuoco a Gaza mediato dal presidente americano.
L’episodio ruota attorno all’uccisione di Raed Saad, vice comandante dell’ala militare di Hamas, avvenuta il 13 dicembre 2025 a Gaza City e che ha causato la morte di quattro persone. Questa frizione, rivelata da Axios il 15 dicembre 2025, evidenzia attriti crescenti tra Washington e Tel Aviv sulla fase successiva della tregua e sulla strategia regionale.
Axios ha riferito che, secondo due funzionari statunitensi, il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato del presidente Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner, avrebbero espresso frustrazione nei confronti di Netanyahu.
Israele ha ucciso Raed Saad il 13 dicembre. Tuttavia, i funzionari statunitensi hanno affermato che il governo israeliano non ha informato né consultato Washington prima dell’attacco. L’operazione ha messo a rischio il fragile equilibrio stabilito dopo la tregua entrata in vigore il 10 ottobre, mentre erano in corso discussioni sui passi da compiere per avviare la seconda fase del cessate il fuoco a Gaza.
"Il messaggio della Casa Bianca a Netanyahu era: ‘Se vuoi rovinarti la reputazione e dimostrare che non rispetti gli accordi, accomodati pure, ma non ti permetteremo di rovinare la reputazione del presidente Trump dopo che ha mediato l’accordo a Gaza’", avrebbe affermato un alto funzionario americano.
Axios ha riferito che un funzionario israeliano ha minimizzato il dissenso, ammettendo solo le preoccupazioni di “alcuni paesi arabi”, ma negando una condanna netta da parte di Washington.
Secondo il funzionario israeliano, Hamas avrebbe infranto per primo l’accordo con attacchi contro soldati israeliani e operazioni di contrabbando di armi:
Questo scontro si inserisce in una sequenza di divergenze più ampie, che comprendono diverse questioni, tra cui la gestione della “seconda fase” del cessate il fuoco a Gaza.
L’amministrazione Trump, fiera del proprio ruolo di mediazione, considera le azioni unilaterali un rischio per la credibilità del piano. La Casa Bianca intende spostare l’attenzione dalla guerra a Gaza al rilancio delle relazioni tra Israele e il mondo arabo, puntando in particolare ad ampliare gli Accordi di Abramo. Tuttavia, secondo funzionari statunitensi, molti leader della regione nutrono una profonda diffidenza nei confronti del primo ministro israeliano e sono riluttanti a collaborare con lui.
Come esempio, viene citato il tentativo degli Stati Uniti di organizzare un incontro tra Netanyahu e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, bloccato dall’opposizione dell’Egitto.
Netanyahu incontrerà Trump a Mar-a-Lago il 29 dicembre, in un faccia a faccia cruciale per allineare le posizioni sulla sicurezza a Gaza e sulla deterrenza regionale.