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Adozioni internazionali (M. Griffini): “Non si capisce chi presiederà la CAI”

Adozioni internazionali: le ultime decisioni politiche relative al rilancio del mondo delle adozioni lasciano desiderare. Un decreto pubblicato pochi giorni fa in Gazzetta Ufficiale fa sapere che vengono date al ministro per la Famiglia e la Disabilità, Lorenzo Fontana, deleghe chiare sul fronte delle adozioni di minori stranieri. Nello specifico, il ministro Fontana avrà la presidenza dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, ma non della Commissione Adozioni Internazionali, che resta esplicitamente al premer Conte. Sulle adozioni, il decreto afferma che Fontana “è delegato ad esercitare le funzioni di indirizzo, di coordinamento e di promozione di iniziative in materia delle adozioni di minori italiani e stranieri”.

Da qui il dubbio che esplicita chiaramente il presidente di Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini, Marco Griffini: “Chi avrà ora, di fatto, in mano la regia delle operazioni e il controllo delle attività della CAI, Fontana o Conte?”

Le dichiarazioni di Griffini

“Aspettiamo che venga nominato il presidente della CAI – ha detto Marco Griffini, presidente di AI. BI. a #genitorisidiventa, su Radio Cusano Campus – e che prenda le redini della situazione.”

Un’incertezza e un’ambiguità di fondo che non possono non indurre a una riflessione attenta da parte, innanzitutto, degli enti autorizzati, soprattutto perché con questa modalità di gestione non sarà facile capire chi davvero comanderà in CAI. Il rischio – finora fortunatamente solo sulla carta – è di inficiare in qualche modo la possibilità di far tornare pienamente in funzione e in efficienza un organismo importante e decisivo per far ripartire l’adozione internazionale in Italia, obiettivo grandemente auspicato da tutte le parti in gioco in questa partita. Il futuro, solo lui, dirà.

Adozioni internazionali: alcuni numeri

“Oltre 8 milioni di bambini, in Africa – ha aggiunto il presidente Griffini – e oltre 2 milioni e mezzo, nel Kenya, aspettano di essere adottati. C’è una visione errata dell’adozione internazionale, che non è un problema privato della coppia, ma un fatto pubblico. Adottare è un atto di giustizia, tutti i bambini hanno diritto ad una madre e un padre.”

Ascolta qui l’intervista integrale

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