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Clyde The Glide Drexler Quello spettacolare Aliante

Clyde The Glide Drexler

Quello spettacolare Aliante, capace di guidare Portland, Houston e il Dream Team

E’ stato uno dei più popolari giocatori di ogni tempo, tra costanza e talento

 

Oggi raccontiamo la parabola di uno dei più ammirati giocatori nella storia della Pallacanestro NBA: lo chiamiamo, noi, in Italia, l’Aliante. Per tutto il mondo è stato semplicemente Clyde The Glide Drexler. Uno dei più dotati di talento sul piano atletico, tecnico e caratteriale mai visti sui parquet della più importante lega cestistica del pianeta.

Stimato dagli avversari per la grinta e la correttezza, ci ha messo del suo, per sfruttare la capacità individuale di segnare sempre tanti punti, prendere molti rimbalzi e, contemporaneamente, cosa riuscita non a tutti, mettersi a disposizione del concetto di gioco di squadra. Tanto quando un canestro andava costruito con semplicità, quanto nel tirare fuori dal cilindro una delle sue proverbiali magie.

Non ha solo fatto parte del primo, unico Dream Team, quello di Magic, Bird, Jordan, Ewing, Robinson, il che già sarebbe sufficiente, per ritenerlo un elemento degno di leggenda. Ma ha stupito tutti per 20 anni ad elevati livelli.

E quando i telecronisti a stelle e strisce, e qui da noi Dan Peterson, parlavano di Clyde Drexler, nome di battesimo, mettendolo di fianco a The Glyde, l’Aliante, sapevamo bene che non fossero parole e menzioni sparacchiate a caso come un tiro di quelli disperati, lasciati partire negli ultimi secondi di una partita incanalata verso una certa sconfitta.

Clyde Drexler nasce a New Orleans, patria del Jazz, il 22 giugno 1962. Il ruolo è stato il numero 3, come si dice nel gergo cestistico, cioè una guardia tiratrice.

Frequenta la Sterling High School poi l’Università di Houston, in Texas. Al draft nel 1983 venne scelto dai Portland Trail Blazers. Drexler portò quella compagine alle finali dell’NBA del 1990 e del 1992, entrambe perse: la prima per 4-1 coi Detroit Pistons, la seconda con gli Chicago Bulls 4-2.

Clyde Drexler è stato un ottimo rimbalzista e un preciso rifinitore o se preferite assist-man. Per le sue penetrazioni e percussioni a canestro si è saputo meritare il soprannome di Aliante.

Nel 1992 vince la medaglia d’oro olimpica, a Barcellona. Chiede al termine di quell’avventura, di essere ceduto agli Houston Rockets, che erano i campioni NBA in carica, al posto di Otis Thorpe, che era stato fondamentale, per arrivare all’anello simbolo del primato, per la squadra del Texas. In quei Rockets il pivot era Akeem The Dream Olajuwon.

Nel 1995 Drexler e gli Houston Rockets vincono insieme il titolo NBA, e per questo immenso atleta sarebbe stato l’unico anello NBA, vinto al terzo tentative. Ma avrebbe meritato di più secondo molti, tra gli esperti della pallacanestro e appassionati dei parquet in ogni parte del mondo.

Drexle ha lasciato il basket professionistico giocato alla fine dell’annata 1997-98, passando a fare l’allenatore della squadra in cui aveva cominciato a fare sul serio, alla University of Houston. Due anni non positive, con 37 perse e 19 gare vinte, e allora ha deciso di dedicarsi di più alla famiglia.

In questi anni è il telecronista delle partite casalinghe degli Houston Rockets.

Tra i suoi record la migliore percentuale ai tiri liberi nella partita delle Stelle, l’All Star Game: fece 12 su 12 dalla lunette. Detiene il maggior numero di palle recuperate in una serie play-off al meglio delle 5 partite, ben 13 palle rubate tra i Portland Trail Blazers e i Dallas Mavericks. Questo avvenne nel 1990.

Ma soprattutto il maggior numero di rimbalzi offensive presi da una Guardia in carrier, ben 2615.

Vanno ricordati le 10 convocazioni in 11 anni all’All Star Game, dal 1986 al 1997.

La maglia numero 22 non sarebbe stata più indossata da nessuno, ai Portland Trail Blazers e negli Houston Rockets. E persino negli Houston Cougars, la squadra universitaria dove tutto cominciò.

Ascoltiamo un breve audio della volta in cui a Springfield quella stupenda versione del Dream Team venne inserita nella Hall of Fame. La voce è quella di Earvin Magic Johnson, mentre parla di questo strepitoso aliante, Clyde Drexler.

Se vai in giro per l’occidentale Portland, tradotto letteralmente Città del Porto, e parli di Clyde Drexler, c’è gente che a distanza di qualche anno ancora ringrazia le sfere celesti, per aver avuto un giocatore di portata mondiale. Anche avendo soltanto accarezzato, per due volte, la possibilità di issarsi in cima al mondo. Ma grazie al Basket di quella bella città dello Stato dell’Oregon, si è parlato in tutto il mondo. Clyde Austin Drexler, per tutti The Glide, L’Aliante. Non uno qualsiasi.

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