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‘Ndrangheta ai Castelli Romani: arrestate tre persone

La Squadra mobile della Polizia di Roma ha arrestato ben quattro persone, durante l’operazione ‘Gioia Tauro ai Castelli’, che ha evidenziato la presenza della ‘ndrangheta, in particolare delle cosche del mandamento di Gioia Tauro Mole’ e Mazzaferro, nell’area dei Castelli Romani e piu’ precisamente a Rocca di Papa.

A finire in carcere sono stati Agostino Cosoleto, pregiudicato e legato da sempre all ‘Ndrangheta dell’area tirrenica, il figlio Francesco e Teodoro Mazzaferro, mentre ai domiciliari si trova Maria Luppino, moglie di Agostino Cosoleto. L’accusa è : trasferimento fraudolento di valori in concorso, finalizzato ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

L’indagine ha dimostrato che Agostino Cosoleto si e’ avvalso del figlio Francesco per schermare la proprieta’ e la piena disponibilita’ della societa’ ‘Il Casale srls’, le cui quote sono state sequestrate insieme alla ditta (anche questa a Rocca di Papa) ‘Il redentore’ di Maria Luppino, e a un appartamento con garage e due porzioni immobiliari nel comune di Gioia Tauro, per sottrarla a possibili aggressioni da parte dell’Autorita’ Giudiziaria. Dall’indagine è emerso che Agostino Cosoleto, attraverso l’intermediazione del cognato Teodoro Mazzaferro, ha ottenuto, attraverso un contratto di comodato di azienda commerciale, la conduzione di un’attivita’ di ristorazione e bed & breakfast a Rocca di Papa, in via di Frascati 175/177. Nello specifico, Francesco Cosoleto ha stipulato un contratto con la societa’ “La regina del bosco srl” grazie al quale ha acquisito la disponibilita’ di una struttura ricettiva, formata da hotel e ristorante, avente la stessa denominazione e che, dopo una ristrutturazione, e’ stata inaugurata a a maggio del 2015 col nome di “Ristorante albergo il redentore”.

Gli investigatori hanno riscontrato anomalie nel contratto di comodato, perche’ la disponibilita’ dell’intera struttura e’ stata concessa per dodici anni senza la previsione di alcun corrispettivo e inoltre l’immobile oggetto del contratto era sottoposto a sequestro preventivo. Durante le intercettazioni svolte durante le investigazioni sarebbe emerso il ruolo di ‘dominus’, e di effettivo titolare e gestore della societa’ ‘Il Casale’, da parte di Agostino Cosoleto, mentre il figlio sarebbe risultato un semplice dipendente subordinato alle direttive del padre. Nell’estate del 2017, per scongiurare il sequestro del compendio aziendale di cui i Cosoleto hanno attualmente la disponibilita’, Agostino Cosoleto avrebbe costituito la ditta individuale “Il redentore di Luppino Maria”, intestata formalmente, ma anche in questo caso fittiziamente secondo gli investigatori, alla moglie. In seguito a questa operazione, Francesco Cosoleto, in qualita’ di rappresentante della societa’ “il Casale s.r.l.s.”, avrebbe ceduto e trasferito alla madre, Maria Luppino, come titolare della ditta individuale “Il redentore”, il contratto di comodato gratuito di azienda grazie al quale aveva precedentemente ottenuto beni dalla “Regina del bosco s.r.l.”. Anche questa operazione commerciale, secondo chi ha i datato, e’ stata opera di Agostino Cosoleto, titolare di fatto e gestore dell’impresa individuale “Il redentore”, come avrebbero confermato gli accertamenti svolti sulle effettive capacita’ economiche di Maria Luppino, sostanzialmente priva di redditi.

Fonte DIRE

 

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