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Ray Allen il bombardiere da 3 punti più prolifico di ogni tempo

Ray Allen il più grande bombardiere dalla distanza, per la gioia dei tifosi

dei Boston Celtics e dei Miami Heat: 10, le convocazioni nell’All Star Game

 

Oggi il tiratore da 3 punti in America e nel Mondo è tale Stephen Curry dei Golden State Warriors, che hanno vinto 3 volte l’anello NBA nelle ultime 4 finalissime disputate. Ma il diretto interessato ha dichiarato che il migliore bombardiere dall’arco dei sogni sia stato un certo Walter Ray Allen, classe 1975, nato a Merced il 20 luglio, e ha smesso giusto qualche tempo fa, di giocare sui parquet degli Stati Uniti.

Ray Allen ha vinto due volte il titolo della NBA, quindi in questo è già dietro in classifica, al fortissimo e attuale talento della Baia di San Francisco. Ma è intanto stato convocato per ben 10 volte nella Partita delle Stelle, e poi, piccolo dettaglio non propriamente trascurabile, è il cestista che ha segnato più tiri da 3 punti nella storia assoluta del Basket. Ben 2973! Infatti nel 2001 ha vinto lo “Shoot-out” proprio nell’All Star Game, e non è stato davvero un caso.

Spiegate queste cosucce andiamo nel dettaglio: il più banale? Alto 196 centimetri per 93 kilogrammi. E’ stato ribattezzato Candy Man, che letteralmente significa venditore di dolciumi, come quelli col carretto nelle vie delle grandi città americane. Ma in realtà il motivo è legato all’eleganza del suo gioco.

All’università del Connecticut il giovane Allen termina il percorso per essere inserito nel draft del 1996. Lo chiamano i Minnesota Timberwolves ma gli preferiscono Allen Iverson, e fin qui nulla da dire, e i più modesti e limitati Marcus Camby, Shareef Abdur-Rahim e Stephon Marbury. Quest’ultimo è preso dai Bucks di Milwaukee così a Minnesota va il giovane Allen.

Squadra dalla linea verde, talentuosa, con i due esperto Baker e Glenn Robinson. Ma i play-off in 3 anni sono sempre mancati. La prima volta sarà nel 1998-99 quando arriva il tecnico George Karl, lo stesso che tre anni prima aveva portato in finale i Supersonics di Seattle. Arriva il playmaker Sam Cassell.

Nel 2000 al primo turno play-off Minnesota è superata dagli Indiana Pacers e buonanotte ai suonatori.

La stagione 2000-2001 sembra migliore, coi Big Three, Cassell, Allen e Robinson, che sbattono fuori sia gli Orlando Magic nel dopo-stagione, 3-1, che, per 4-3, gli Charlotte Hornets, vincendo gara 7 per 104-95. Alla finale di Conference, che mancava da oltre 24 anni, i Timberwolves escono a testa alta perdendo gara-7 coi Philadelphia Seventy-Sixers.

L’anno dopo gli infortuni e uno spogliatoio spaccato manderanno Glenn Robinson ad Atlanta, Allen ai Supersonics in cambio di Payton e Mason.

Al primo anno a Seattle niente play-off. Nel 2004 sì e il primo turno vede il successo ai play-off su Sacramento, 4-1. Ma al secondo la squadra dell’Ovest è sbattuta fuori dai futuri campioni NBA dei San Antonio Spurs, che vincono per 4-2.

L’anno dopo nisba e Allen vive la sua prima, grande fortuna: passa ai Boston Celtics, non l’ultima franchigia, anzi, la più aurea, tra le società iscritte all’NBA. Ray voleva giocare per una squadra in grado di lottare per vincere qualcosa capace di lasciare tracce di lui.

Chi può pensare che questo giocatore, messo insieme alla scelta numero 35, nel draft dell’NBA, tipo West, Szczerbiak, e Jeff Green, possa dare soddisfazioni enormi, ai Celtics? Un momento: ci sono anche Kevin Garnett e Paul Pierce. E Allen sarà il terzo dei Big Three.

Durante la regular season Ray Allen segna una media di 17,4 punti a gara con una percentuale nel tiro da 3 di poco superiore al 40%. Sarà un crescendo, di tutti i verdi e bianchi del club dalle origini irlandesi.

Nei play-off i Boston Celtics vincono 4-3 sia contro gli Hawks di Atlanta, sia contro i Cavaliers di tale LeBron James. Nelle finali di conference con Detroit cresce, Ray Allen, crescono i Celtics: lui a 29 punti in gara 5, con l’ingresso nelle Finals. Neanche a dirlo, si giocano contro i Los Angeles Lakers. In gara 6 Ray Walter Allen piazza 7 triple da 3 punti ciascuna su 9 tentativi, e segna ben 26 punti. Boston vince 131-92 e per Allen è il primo titolo NBA della carriera. L’America ha trovato un degno playmaker in grado di prendere per mano anche la Nazionale.

L’anno dopo non sarà facile, confermarsi, per il knock-out di Garnett. Ma Allen segna 51 punti agli Chicago Bulls dopo 3 supplementari, nei quali lui segna 9 triple, record assoluto, imprendibile. Ma al secondo turno play-off passano avanti gli Orlando Magic.

Nonostante ciò le cifre e i numeri espressi da Ray Allen sono clamorosi. La notte dell’11 dicembre del 2009 Boston vince di 2 punti con i Washington Wizards, 104-102, e lui ne raggiunge 20.000 segnati! Entra tra i grandi della Pallacanestro di sempre.

Nei play-off Boston fa fuori Miami 4-1 e i Cleveland Cavs per 4-2. Poi Orlando 4-2 e ci sono ancora le finali da giocare con L.A.: qui ci sarà uno spettacolare Koby Bryant, maturato, e tanto, sul piano difensivo. Le percentuali al tiro ne risentono, individualmente e per tutta la squadra della Costa dell’Est, e l’ultima gara, allo Staples Centre, vede i Lakers vittoriosi per 83-79. I giallo-viola californiani consumano la loro rivincita moderna.

I Celtics meditano il riscatto nella stagione 2010-2011. Allen viaggia sui 16 punti e mezzo di media per partita disputata, con un discreto 44% da 3 punti. L’11 febbraio del 2011 Ray Walter Allen, alla presenza del detentore del record dei tiri da 3, tale Reggie Miller, quel giorno impegnato da commentatore per la TNT, lo supera attestandosi a 2562 rispetto ai 2560 del neo-telecronista.

Ma la stagione vede i Celtics pagare un eccessivo dazio agli scambi di mercato: dopo aver battuto i Knicks al primo dei play-off per 4-0, prendono un sonoro ceffone, 4-1, dai Miami Heat.

L’anno dopo è free agent, ossia svincolato da qualsiasi contratto, e firma nel luglio 2012 proprio con la squadra della Florida. Ribadisce il 44% al tiro dalla lunga distanza, nei play-off contro i Milwaukee Bucks batte il record di triple segnate nel post-season, arrivando a 322. E Allen è decisivo nella sesta gara delle finali per il titolo contro i San Antonio Spurs. Segna a 5 secondi dal termine del quarto periodo i 3 punti che portano al supplementare. In quei 5 minuti di over-time i texani hanno finito benzina e precisione, e i Miami vincono il titolo NBA. Per Ray Allen è il 2° e sarà anche l’ultimo.

Si ritira il 1° novembre 2016. Ma non va dimenticato il percorso con la Nazionale. Con la maglia degli eredi del Dream Team gioca dal 1995 al 2003: nell’anno d’esordio è 1° con gli States alle Universiadi di Fukuoka, in Giappone. E’ medaglia d’oro alle olimpiadi australiane a Sydney nel 2000, e ai Giochi Panamericani del 2003 a Porto Rico.

Come parecchie star del mondo dello Sport ai massimi livelli, anche Walter Ray Allen è stato attratto piacevolmente dal mondo del Cinema. Ha recitato nel film He Got Game, con registra il grande innamorato del Basket NBA, Spike Lee, con Denzel Washington nei panni del protagonista. E guidato da Jame Toback, in “Harvard Man”, con la popolare attrice Sarah Michelle Gellar.

 

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