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Depressione postnatale (C.Gioia): “La famiglia è un sistema interconnesso”

Depressione postnatale: come aiutare le mamme? Chi ne soffre? Ne abbiamo parlato a #genitorisidiventa, su Radio Cusano Campus, con Cecilia Gioia, psicologa, psicoterapeuta, cognitivo – comportamentale, che ha subito sottolineato la differenza tra depressione post parto e baby blues. “Dopo il parto abbiamo un cambiamento ormonale che favorisce l’insorgenza di un’alterazione del tono dell’umore. La depressione postnatale è un vero e proprio disturbo presente soltanto nel 10% della popolazione”, ha spiegato l’esperta. Da non confondere col baby blues, ovvero la normale condizione post gravidanza destinata ad essere superata col passare di qualche settimana.

La depressione non è pigrizia

Le donne depresse, vengono spesso invogliate a fare di più e meglio, dalla famiglia, dagli amici. “Questo è l’errore più comune che si commette. E’ una condizione che viene scambiata con la pigrizia”, ma non sono la stessa cosa. 

Depressione postnatale, come aiutare chi ne soffre?

Le donne che soffrono di depressione postnatale vanno curate seguendo “un approccio multidisciplinare che coinvolga tutta la famiglia, credo sia questa la formula vincente. Le terapie individuali sono le più indicate, tra cui la cognitivo – comportamentale. E’ necessario lavorare sugli aspetti comportamentali e cognitivi dei pazienti, identificare nella donna pensieri disfunzionali collegati ad una bassa autostima. Alle mamme in depressione postnatale capita di avere paura ed essere insicure nei confronti della crescita del bambino.”

Il sistema famiglia

Nella stragrande maggioranza delle terapie la famiglia va pensata come un sistema, quindi se uno dei componenti dev’essere curato gli altri membri dovrebbero essere funzionali alla cura. Per questo è necessario pensare la famiglia come “un sistema interconnesso”, ha sottolineato la dottoressa Gioia. “Mi arrivano spesso richieste da parte dei partner, dove mi viene richiesto di aiutare le donne. “

La depressione postnatale può colpire anche i papà. La nascita di un figlio “va affrontata con la giusta accoglienza, non è soltanto un momento di estrema gioia.”

Ascolta qui l’intervista integrale

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