Sport

Joe Montana, leggenda vivente del Football, ha fatto grandi i San Francisco 49ers

Joe Montana leggenda vivente del Football Americano

Con il suo talento ha fatto grandissima in un decennio San Francisco

I Forty-Niners hanno rimontato nei momenti decisivi vincendo 4 Superbowl

 

Se dico Joseph Clifford Montana Junior potreste avvicinarvi a comprendere chi sia il personaggio di oggi. Più semplice chiamarlo con il nomignolo che lo ha consegnato alla storia. Anziché Giuseppe Joe, come Joe Montana, il più grande quarterback nella storia del Football Americano.

Nasce a New Eagle l’11 giugno 1956, quindi da poco ha compiuto 62 anni.

Ha trascorso quasi tutta la carriera nei San Francisco Forty-Niners, contribuendo a far diventare invidiata e ammirata la franchigia della baia, dove da 4 anni va di moda di più il Basket.

Con Joe Montana costruttore e finalizzatore delle azioni d’attacco i Forty-Niners hanno vinto il titolo NFL in quattro stagioni: 1981, 84, 88 e 1989. E in 3 circostanze Joe è stato votato miglior giocatore del Superbowl, la finalissima.

Nel 1999 la famosissima rivista sportiva statunitense Sport Illustrated lo ha premiato quale migliore sportivo dell’anno. Nel 2000 venne inserito nella Hall of Fame della disciplina amata.

Il percorso studentesco lo vide impegnato in campo con i Notre Dame Fighting, che con lui sono arrivati alla vittoria nel campionato NCAA, riservato alle università. Al terzo giro delle scelte dei professionisti, i Draft, nel 1979 lo pesca San Francisco, dove resta per 12 anni. In 8 di questi contribuisce, in maniera e talento determinanti, a conquistare ben 4 vittorie assolute. Nel 1993 finisce per il passare degli anni, la sua permanenza nella Baia quando la società ringiovanisce l’organico, con Steve Young. Joe Montana passerà ai Kansas City Chiefs.

Nel club con cui chiude la carriera al massimo completa due rimonte nel play-off dell’ultima annata, il 93, appunto, quando, nel torneo dell’AFC, porta i Capi del Kansas in finale, perdendo coi Buffalo Bills.

Due i nomignoli che lo hanno seguito, nella sua strepitosa carriera: l’italo-americano era definito, quando giocava Joe il Freddo o Comeback Kid, il ragazzo delle rimonte, grazie alle 31 compiute nell’ultimo quarto di gioco.

Due le giocate che resteranno scolpite nella memoria degli sportivi amanti del Football americano: The Catch, la ricezione: un touch down su passaggio in corsa nella finale 1982 contro i Dallas Cowboys.

E The Drive, una incredibile serie di passaggi che consentirono ai Forty-Niners di guadagnare ben 92 yarde, praticamente quasi 100 metri, tutto il campo, nella finalissima del 23esimo SuperBowl contro i Cincinnati Bengals.

Joe Montana ha completato nella sua carriera di superprofessionista 2929 su 4600 tentativi per un totale di 35142 yard guadagnate segnando il clamoroso numero di 244 méte. Questo con i San Francisco 49ers. Comprendendo anche i due anni a Kansas City parliamo di 3409 passaggi completati su 5391 volte in cui ci ha provato.

La percentuale di passaggi realizzati ha superato il 92%. Cifra mostruosa.

Il cammino: nella prima apparizione normale che partisse dalla panchina, dietro a Steve DeBerg. Lo spazio lo avrebbe ricevuto a metà della stagione del 1980. Il 7 dicembre di quell’anno la gente di San Francisco e della California si accorse di questa talentuosa faccia bronzea che era Joe Montana: sicuro, forte, veloce, preciso. I New Orleans Saints non avevano ancora vinto e conducevano a San Francisco 35-7. All’inizio del 4° periodo i Forty-Niners erano sotto 21-35. Joe porto la squadra ai supplementari dove Ray Wersching calciò il pallone della vittoria tra i pali. Questa rimonta sarebbe stata la prima di 31, in 16 anni, per Joe Montana.

Nel 1981 Montana parte quarterback titolare: 13 vittorie e 3 insuccessi nella stagione regolare, con 2 rimonte nell’ultimo quarto, suo marchio di fabbrica. La più rappresentativa il 10 gennaio 1982 nella partita Dallas Cowboys-San Francisco 49ers. Larry Schwartz, telecronista di ESPN disse che quella finale di Conference, cioè del lato Ovest degli Stati Uniti, fu la gara che portò tutti a conoscenza della grandezza tecnica e tattica di Joe Montana. Dallas vinceva 27-21 a 4’54” dalla fine. Joe costruì la vittoria insieme a Dwight Clark, a 51 secondi dal termine. La ricezione di Clark passò alla storia come The Catch, la Presa. Che portò San Francisco alla finalissima del 16° Superbowl, vinta contro i Cincinnati Bengals 26-21. Joe Montana completò 14 passaggi su 22 palle giocate per un totale di 157 yard, un campo e mezzo, in pratica.

Il 1982 vide Joe Montana a buoni livelli pur senza acuti anche perché la stagione fu accorciata di 9 partite per lo sciopero dei Giocatori. San Francisco non entrò neanche ai play-off. Nel 1983 la squadra giocò gli spareggi superando i Detroit Lions ma cozzando nella finale NFC con i Washinton Redskins, che vennero ripresi dal 21-0 al 21 pari, ma ci fu un field goal da 25 yard di Mark Moseley e il sogno di bissare il titolo del 1981 per San Francisco svanì.

La rivincita arrivò 12 mesi dopo quando la regular season vide i 49ers vincere 15 gare su 16, prima società ad arrivare a 15 vittorie nella prima fase. Infatti i Miami Dolphins nel 1972 ne vinsero 14 che era il massimo che si potesse ottenere. Ai play-off i San Francisco superano gli Chicago Bears e i New York Giants, e in finale i Dolphins che avevano un altro quarterback di chiare origini italiane, il popolare Dan Marino. Ma Montana corse per 331 yards con 24 passaggi completati. I 49ers vincono 38-16 e il capo-allenatore di Joe, Bill Walsh, disse: “Montana è il miglior quarterback di tutti i tempi”.

Nel 1985 i San Francisco escono al primo turno playoff per merito dei New York Giants. L’anno dopo un grave infortunio alla schiena costrinse Joe Montana a una delicata operazione col rischio di interrompere il percorso di sportivo. Giocò al rientro solo 8 gare e divise il premio dell’Atleta Rientrante con il collega dei Vikings Tommy Kramer. Nel 1987 fu rifinitore in 31 touchdown in sole 13 partite, un record. Ma la squadra non era quella delle migliori annate e fu eliminata nelle semifinali di conference proprio dai Minnesota Vikings.

L’anno 1988 inizia con l’arrivo di Young come quarterback e dovettero dividersi le partite da giocare. Per la prima volta venne messa in discussione la leadership del grande Joe Montana. Ma era evidente come poi fu che senza Montana in cabina di regia i play-off fossero a rischio. I Forty-Niners vinsero il loro girone e la loro conference, superando Vikings e Bears addirittura con Chicago superata 28-3: erano ancora una volta arrivati all’ultimo atto.

San Francisco perdeva con i Cincinnati Bengals ancora loro!, 16-13 con soli 3 primi e 20 secondi da giocare. A 34” dal termine Montana spedisce John Taylor in area touchdown per il terzo successo in una finalissima per il titolo. L’oro appartiene ancora della Baia!

E il 1989 confermò questa straordinaria squadra con un 14-2 nella stagione regolare, le vittorie ai play-off su Philadelphia Eagles, Minnesota Vikings, Los Angeles Rams. E, in finale, contro i Denver Broncos, superati 55-10, il massimo scarto in una finale per il Superbowl. Joe Montana è nominato per la terza volta in 4 vittorie di campionato, miglior giocatore d’America.

Nel 1990 Montana e 49ers registrano un 14-2 ottimo score per la stagione regolare. Intanto Sport Illustrated lo nomina Sportivo dell’Anno. Lui percorre 3944 yards e segna 26 touchdown ma i 49ers persono la finale della NFC coi New York Giants 15-13. Un secondo, grave infortunio lo terrà fuori tutto il 1992 e parte del ’92. Ne prese il posto Steve Young.
Così nel 1993 ad aprile la parabola californiana di Joe Montana finisce con la partenza per Kansas City. A SanFrancisco arriva La stella Marcus Allen direttamente dai Los Angeles Raiders (Verificare).

La prima stagione coi Chiefs porta alla finale dell’AFC persa coi Buffalo Bills ma lui giocò poche partite. Nel 1994 il grande evento della stagione regolare vede Joe Montana misurarsi contro il suo vecchio amore, i San Francisco 49ers e chi ne aveva preso il posto, Steve Young. Vinsero i Chiefs 24-17. La squadra arrivò solo a giocare un turno play-off.

Il saluto all’attività agonistica arriva il 18 aprile 1995 a San Francisco, davanti a un’enorme folla radunata fuori dal Justin Herman Plaza, con tanto di diretta televisiva. Il presentatore fu, neanche a dirlo, Coach Bill Walsh, con ospiti del livello di John Madden ed Eddie De Bartolo Junior, oltre ai compagni di squadra di Joe nei Forty-Niners.

Dopo la carriera Joe Montana è stato il testimonial di diversi videogiochi di Football Americano per una importante azienda di fama internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *