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Livio Berruti l’Angelo capace di volare sui 200 metri olimpici di Roma

Livio Berruti l’Angelo che volò a Roma

sui 200 piani nel 1960

 

Livio Berruti è in maniera indelebile inserito nella storia dello Sport italiano e di quello mondiale. E’ passato alla storia nell’Atletica Leggera, sezione velocità.

Nato a Torino il 19 maggio 1939 Livio Berruti si è distinto ale olimpiadi di Roma nel 1960 quando si aggiudicò la medaglia d’oro nei 200 metri piani, davanti allo statunitense Lester Carney, classe 19334, e al senegalese naturalizzato francese Abdoulaye Seyè anch’egli del ’34, venuto a mancare nel 2011.

Nelle semifinali di quella rassegna olimpica poi vinta, eguagliò il record mondiale correndo la distanza in 20”5.

Livio Berruti consegue la maturità classica al Liceo Vitruvio Pollione di Formia ed è studente di Chimica quando a soli 21 anni si laurea campione olimpico gareggiando con occhiali da sole.

Non capitava dal 1928, quando ci fu la doppietta del canadese Percy Williams, che gli Stati Uniti non vincessero la medaglia d’oro o nei 100 o nei 200 metri piani. E quella del 1960 a Roma fu la prima edizione che vide trionfare degli atleti europei.

Da tutti era definito “L’Angelo” per la delicatezza e la grazia della sua falcata: e la sua tecnica sopraffina è ancora oggi presa ad esempio.

Si ripeté tre anni dopo, nel 1963 a Napoli, ai Giochi del Mediterraneo dove, nella disciplina che lo rese celebre in tutto il mondo, si classificò al primo posto. Berruti guidava un podio tutto azzurro con Armando Sardi argento e Sergio Ottolina bronzo, confermando tale posizione nella staffetta 4×100. Mentre nei 100 metri piani dovette accontentarsi della medaglia d’argento arrivando dietro al francese Claude Piquemal, ma davanti al marocchino Lazar Ben Akour.

Nello stesso anno Livio Berruti vinse 2 medaglie di Bronzo nei 100 e nei 200 metri piani alle Universiadi di Porto Alegre, in Brasile.

Per Berruti fu un anno felice anche il 1967. Il velocista torinese si aggiudicò l’argento ai Giochi del Mediterraneo a Tunisi e l’oro alle Universiadi di Tokio nella staffetta 4×100.

Il 26 febbraio 2006 ebbe il grande onore di essere il portabandiera dell’Italia nella cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali. Manifestazione che si tenne nella sua città natale, Torino.

Nel maggio 2015, una targa a lui dedicata fu inserita nella Passeggiata delle Celebrità dello Sport Italiano, al Foro Italico, a Roma. Una camminata riservata agli ex-atleti italiani che si sono imposti all’attenzione in campo internazionale.

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