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UNHCR: vecchie glorie di Roma e Lazio in campo con i rifugiati

Da una parte, una selezione di ex calciatori professionisti capitanata da Damiano Tommasi e che vedrà in campo, tra gli altri, Simone Perrotta, Vincent Candela, Giuseppe Giannini, Bruno Giordano e Stefano Fiore. Dall’altra, una formazione composta da minori non accompagnati, rifugiati e richiedenti asilo della Città dei Ragazzi, fresca vincitrice del Torneo dell’Amicizia 2018 promosso dal Coni Lazio.

La partita ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei rifugiati in Italia

Insieme daranno vita a Champions #WithRefugees, una partita di calcio speciale in programma sabato 23 giugno (ore 17.30), allo stadio Tre Fontane di Roma . L’iniziativa è organizzata dall’Unhcr nell’ambito delle iniziative in programma per la Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno. La partita ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei rifugiati in Italia. Non solo, ma anche sui motivi che li costringono a fuggire dal proprio paese riconoscendo. Lo sport gioca un ruolo chiave come strumento di aggregazione e integrazione.

“Siamo molto felici di aver organizzato, per il secondo anno consecutivo, questa partita speciale”. Ha dichiarato Felipe Camargo, delegato Unhcr per il Sud Europa. “Vogliamo ringraziare tutti i partner che ci hanno aiutato a realizzarla. Il sostegno e la vicinanza del mondo del calcio sono essenziali per promuovere l’incontro tra i rifugiati e le comunità che li accolgono e dar sfogo ai talenti che le persone in fuga possono contribuire alla società”.

Anche gli allenatori sono dalla parte dei rifugiati. “Siamo felici di dare un segnale di vicinanza e solidarietà a chi ha perso tutto a causa della guerra”. Così commenta Marcello Mancini di Aiac. ” Sono convinto che iniziative come queste siano molto utili e che il mondo del calcio possa essere un megafono in grado di promuovere, specie tra i giovani, valori come la solidarietà e l’apertura verso chi, senza nessuna colpa, si trova da un giorno all’altro a vivere nella paura e senza più certezze”.

                                                                                                                                                              Fonte DIRE

 

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