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Lamborghini quel sogno nato e cresciuto nella provincia estense

Lamborghini quel sogno nato e cresciuto nella provincia estense

Partito nel settore agricolo e bellico tra Ferrara e Bologna, Ferruccio seppe sfidare

le grandi case automobilistiche, compreso il Cavallino del Drake, Enzo Ferrari

 

L’Italia dei motori in giro per il mondo non è rappresentata soltanto dalle sue strepitose e potenti creature. Oggi parliamo della stupenda favola nata in provincia di Ferrara e costruita con raro talento ed efficace lungimiranza.

Ferruccio Elio Arturo Lamborghini nasce a Renazzo, proprio nella provincia della città estense, nel 1916.

Dopo aver fatto le scuole elementari la sua famiglia si trasferisce a Bologna perché il giovanissimo Ferruccio e il padre vanno a lavorare in un’azienda che revisionava automobili dell’Esercito Italiano. Nella seconda guerra mondiale è un tecnico riparatore presso il 50esimo autoreparto misto (a Rodi).

Nel 1946, vista la crescente domanda del mercato in Italia, diventa un imprenditore di trattori, in un settore, quello agricolo, che era uno dei sentieri più praticati, nel periodo della Ricostruzione. Anche e soprattutto per il bisogno di lavorare che trovava sfogo nei campi da arare e coltivare.

Non perde di vista il settore dei veicoli militari per uso bellico.

Poi Ferruccio Lamborghini, nel 1948, conosce Annita Borgatti, che lo seguirà nella vita per trent’anni. Nello stesso anno fonda la Lamborghini Trattori: il celebre simbolo del Toro è il segno zodiacale di Ferruccio (nato a Maggio) ma anche il protagonista della corrida, che Lamborghini amava. Negli anni ‘50 e ‘60 la sua azienda era tra le migliori di macchine agricole di tutta Italia. Lui aveva dimostrato tutto il suo talento come imprenditore. E non si ferma lì.

Dopo produsse bruciatori a nafta e condizionatori che avevano qualità alta e prezzi competitivi. Sceglieva i leader delle aziende e li reclutava a stipendi più alti. Non stupisce quindi, il clamoroso aumento delle sue produzioni. Appassionato di macchine, Lamborghini ha adesso la possibilità di comperarne in quantità: aveva diverse Alfa Romeo, Lancia, Mercedes, Jaguar e Maserati anche se queste ultime non lo facevano propriamente impazzire.

Nel 1958 comprò una Ferrari 250 GT ma sosteneva che fosse rumorosa e non riempita come si sarebbe aspettato, negli interni. Celebre fu la polemica con Enzo Ferrari: Ferruccio sosteneva che la frizione Ferrari fosse uguale a quella dei suoi trattori ed Enzo disse che Ferruccio Lamborghini potesse guidare i trattori ma non le Rosse. Da questo momento venne l’idea a Ferruccio di fare automobili ma diverse, da quelle Ferrari. I rapporti tra i due si fecero complessi anche se alcune storie erano leggende, e in parte, delle realtà.

Nel 1963 la Lamborghini 350 GTV fu presentata al salone dell’automobile di Torino. Il motore (12 cilindri) fu affidato a Giotto Bizzarrini che lavorava, negli anni precedenti, con la Ferrari.

Nel 1966 la Lamborghini Miura rivoluziona il motore (che è un 12 cilindri ma da 4000 centimetri cubici) e viene prodotta fino al 1973 con un grande successo. Nel 1969 Ferruccio aveva avuto il titolo di Cavaliere del Lavoro nel settore dell’Industria.

Poi viene la crisi petrolifera, e qualche difficoltà arriva, a intaccare il mercato motoristico: il resto degli ostacoli viene creato dalle leggi restrittive sulle autovetture supersportive. Nel 1972 Lamborghini cede quindi le quote di maggioranza allo svizzero Rossetti e Ferruccio si ritira in Umbria per produrre il vino, chiamato Sangue di Miura. Torna nel campo delle automobili negli anni ‘90 quando segretamente farà consulenza alla Bugatti. Nel 1992 si rifiutò di tornare alla Lamborghini, a quel punto non più sua, perché non gli fu consegnata la 350gtv. Muore a 76 anni.

Ma il Toro della Lamborghini ancora oggi fa il suo effetto, in giro per il mondo. Con gente che ne ha ammirato la storia, la qualità, la potenza, la carrozzeria. Il talento, di quell’idea nata dopo essersi misurato coi campi agricoli.

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