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Auto senza pilota: il progresso lo ha chi se lo merita, l’Italia no

Le auto senza pilota ancora non garantiscono adeguata sicurezza e causano troppi incidenti anche mortali. L’avvocato Carlo Rienzi (Presidente Codacons) è intervenuto a “Siamo ciò che paghiamo”, trasmissione condotta da Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente del’Università Niccolò Cusano.

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Smart road: rendere le strade più intelligenti attraverso la tecnologia è l’aspetto più interessante del decreto

Ci vorrebbe una tecnologia che tappi le buche, svuoti i tombini e impedisca che si parcheggi nel traffico. A me fanno ridere coloro che fanno queste proposte perché è come se vivessero su un altro pianeta. In Olanda quando le macchine ti vedono sulle strisce si fermano 4 metri prima e ti fanno passare, qui in Italia cercano di prenderti come un birillo.

L’idea di un futuro in cui le automobili sopperiscano alle distrazione dei conducenti non sarebbe male, se funzionasse

Queste sperimentazioni, che hanno avuto gravi incidenti, si possono fare in paesi civili per quanto riguarda la sicurezza della circolazione. Noi non lo siamo, abbiamo un numero di morti ed incidenti enormi, dovuti a mancanze di controllo. Cosa può succedere con le macchine che camminano da sole in una giungla come Roma? Dovremmo impiegare i soldi e il tempo della ricerca per trovare sistemi che facciano circolare in sicurezza almeno così come siamo oggi. La sperimentazione, poi, si fa nei paesi del nord o sulle piste. Non bisogna fare queste sparate.

Perché non riusciamo a portare avanti un progetto guardando al futuro, ma anche risistemare ciò che dal passato non funziona?

Le nostre strade, a parte quelle urbane, sono dello Stato e vengono gestite da un società privata chiamata Anas che ha speso milioni euro per fare pubblicità sull’autostrada del Mediterrraneo, la famosa Salerno- Raggio Calabria. Abbiamo fatto un viaggio su questa autostrada pochi giorni fa e abbiamo rilevato decine di problemi gravissimi: lavori in corso, viadotti assenti, senza parlare degli scandali di corruzione in cui sono stati coinvolti gli organi dell’Anas. Siamo un paese ancora in via di sviluppo perché buttiamo soldi per ruberie o spese inutili.

 

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