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Marco D’Ambrosio: “Lo psicologo scava nel passato, il coach nel futuro”

Marco D’Ambrosio, mental coach, dopo “Le tre regole”, “Potenzia la tua autostima” e “Potenzia il tuo talento”, torna con “Change yoru life”, un libro che presenterà, alla Feltrinelli di viale Libia 186, il prossimo 20 aprile alle 17,30. “Molto è cambiato su un piano linguistico, rispetto agli altri lavori. In ‘Change your life’ si percepiscono gli effetti che la PNL ha avuto su di me”, ha affermato D’Ambrosio a #genitorisidiventa, su Radio Cusano Campus. 

La mente consapevole

“Attraverso aneddoti e metafore espongo le mie teorie, queste agiscono senza comandi direttivi. Quello che nella vita ci frena e ci fa rimandare è la mente consapevole, critica e giudicante”, ha osservato Marco D’Ambrosio.

Come cominciare il cambiamento?

“Con la consapevolezza dei propri desideri, bisogni, talenti e potenzialità. E’ l’autostima che ci spinge ad agire, prendere decisioni. L’allenamento di coaching si costituisce di sessioni che mirano a sviluppare i fattori appena citati. Lo scopo è elaborare un piano d’azione basato sui sentimenti, obiettivi crescenti e costanti. Dagli obiettivi, macro e micro, si deve creare un ponte che ci porta da a a b: il passaggio avviene attraverso l’azione.”

Coach vs psicologi, come lavorano queste due figure professionali?

Da tempo è in corso una diatriba tra psicologi e mental coach, non è chiaro chi faccia cosa e quando è giusto scegliere l’uno o l’altro. “Il coach è una figura in crescita, c’è una fetta di mercato dove c’è un pò di contenzioso. Le considero due professioni valide con approcci differenti”, ha osservato D’Ambrosio. “L’intervento dello psicologo è rivolto al passato, quello del coach al futuro, del passato mi interessa relativamente. Lo psicologo, inoltre, interviene sulla patologia: quando non c’è patologia e si hanno situazioni problematiche da affrontare e risolvere credo che quella del coach sia la figura più azzeccata.”

Il potere dell’azione

“Abbiamo automatismi, schemi di pensiero radicati nel tempo, che sono diventati qualcosa di inconsapevole. Non dobbiamo illuderci che dall’oggi al domani cambieremo tutto: se non c’è l’azione l’immaginazione ha poco potere”, ha sottolineato l’esperto.

Ascolta qui l’intervista integrale

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