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Margherita D’Amico: “Siamo debitori nei confronti degli animali”

Margherita D’Amico, in “Conosco i miei polli”, racconta le caratteristiche gli umani attraverso le metafore, del linguaggio italiano, sugli animali. Il libro, Gallucci Edizioni, fa parte del catalogo HD, è scritto in forma semplice e didascalica, e ricorda la complementarietà dei due universi. 

Sinonimi, comportamenti, definizioni idiomatiche, parallelismi, questa è la suddivisione che è stata fatta, e non racconta soltanto le negatività antropiche, ma anche le “belle caratteristiche. Diciamo ‘agile come una gazzella’, che è una capacità positiva delle persone. In generale, nell’utilizzo degli animali raccontiamo doppiamente noi stessi: diciamo ‘solo come un cane’ o ‘cane bastonato’, perché dovrebbe essere bastonato, chi lo bastona?”, ha affermato Margherita D’Amico, a #genitorisidiventa, su Radio Cusano Campus.

Offese sessuali

“Ci sono anche offese di tipo sessuale, in riferimento alle donne, non corrisponde al nostro essere, ma a come li trattiamo. Analizzando il nostro modo di parlare, possiamo capire come ci comportiamo con loro, e se è il caso potremmo anche correggere il tiro”, ha aggiunto D’Amico.

“Non possiamo fare a meno degli animali, in tutti i sensi. Percepiamo gli animali come detentori di serie b, pensiamo che gli animali siano utili per i nostri bisogni: mangiare, cacciare, lavorare. Tutte cose legate allo sfruttamento. Mentre attraverso il nostro linguaggio capiamo che siamo debitori nei loro confronti in termini psicologici, di conoscenza della vita, di varietà, di bellezza. ‘Conosco i miei polli’ ha delle belle illustrazioni, di Emanuela Leno, bravissima illustratrice, e molto sensibile al tema, e voglio parlare sia ai ragazzi che agli adulti.”

Le persone allevano gli animali, “li maltrattano, li uccidono, li mangiano. Tutti soprusi che nascono dalla quotidianità. Dovremmo essere articolati anche nei sentimenti, e nella coscienza. Mentre i bambini nutrono un’attrazione diversa nei loro confronti. Il linguaggio è la prima cosa che ci rende diversi da loro.”

Ascolta qui l’intervista integrale

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