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Sabonis il Principe del Baltico

Sabonis il Principe del Baltico

Arvydas Romas Andreevic Sabonis nasce il 19 dicembre del 1964 quindi ha compiuto da pochi giorni 53 anni. E’ stato uno dei primi giocatori provenienti dalla Grande Madre Russia ad andare a giocare sia in Spagna che negli Stati Uniti d’America. Un pivot con la tecnica delle guardie tiratrici, alto 2 metri e 21 centimetri per 130 chilogrammi. Un totem vero e proprio. Per tanti appassionati e addetti ai lavori Sabonis è stato il miglior centro europeo di ogni epoca, visto che ha fatto bene dovunque abbia giocato a basket. Tanto che in America lo chiamano “Il Principe del Baltico”. Bill Walton, una delle leggende dell’NBA, lo ha così fotografato: “E’ un Larry Bird da 2 metri e 20.

Il suo esordio nel Basket dell’antica Lituania, che appartiene alla Russia, avviene a soli 13 anni e due anni dopo faceva parte della squadra Juniores Nazionale dell’Unione Sovietica, con 3 anni di anticipo sulla naturale età della categoria. Nel 1984 lui ha solo 20 anni e viene chiamato dallo Zalgiris di Kaunas, che per tre anni conquista il campionato russo. Viene chiamato nel giugno 85 dagli Atlanta Hawks al quarta giro del draft NBA ma non ha ancora 21 anni e il regolamento della lega professionistica dice che non può andare negli Stati Uniti. Nel 1986 un bruttissimo infortunio: si rompe il tendine d’Achille e la stagione è finita prima di cominciare. L’anno dopo sarà il grande avversario dell’Olimpia Milano abbinata Tracer Philips di Dino Meneghin, che lo batterà due volte e andrà alla conquista dell’Europa dopo che Milano mancava l’appuntamento assoluto da 21 anni!

Più avanti lo richiederanno i Portland Trail Blazers ma l’Unione Sovietica non vuole che vada a giocare in America: lì per lì non se ne fa nulla perché nel 1988 la nazionale della Russia, ancora unita, va a vincere l’oro olimpico a Seul. E quando dall’Oregon lo vogliono a costi elevati, lui resta a disposizione dello Zalgiris Kaunas e della squadra sovietica. Quando cade il Muro di Berlino e cambia il panorama politico di Mosca, a sorpresa lui non sceglie l’America ma la Spagna. Tre anni a Valladolid e altrettanti al Real Madrid. A 31 anni arriva, finalmente, nel basket NBA, a Portland, dove presenta numeri importanti: 14 punti e mezzo a partita giocata, farciti da 8,1 rimbalzi quasi 2 asssist a gara e 1075 stoppate nella sola stagione regolare. Cifre impressionanti se pensiamo, che sui totali 48 minuti effettivi a partita, lui ne gioca poco meno di 24. Nonostante le stagioni seguenti il rendimento del cestista baltico sia sempre di buon livello, Portland non ce la fa, a vincere l’anello simbolo del primato assoluto del basket statunitense e mondiale: nel 1999 i Trail Blazers arrivano alla finale di conferenc perdendo 4-0 dai San Antonio Spurs; l’anno dopo solo per 4-3 in gara-7 coi Los Angeles Lakers.

Nel 2002 torna in Lituania per chiudere l’avventura europea, ma fa a tempo ancora alla soglia dei 40 anni a disputare un’altra stagione a Portland. Nella Coppa dei Campioni 2003-2004, già denominata Euroleague, Sabonis viene scelto quale miglior giocatore del torneo.

Il 12 agosto 2011 è stato inserito nella Hall of fame del basket americano, il massimo per chi ha praticato questo stupendo Sport. Il 27 settembre, durante una partita tra amici, è colpito da un infarto ma non rischia, per fortuna, la vita.

Nella sua carriera ha vinto 3 campionati sovietici dal 1985 al 1987 con lo Zalgiris Kaunas, quando la Lituania è parte della Russia; e nel 1986 porta la sua squadra alla conquista del Mondo con la Coppa Intercontinentale Trofeo William Jones. All’estero ha vinto due campionati spagnoli, nel 1993 e nel 1994 con la camiseta blanca del Real Madrid con la prima delle due vittorie accompagnata dalla Copa del Rey. Verso la fine della carriera saprà ancora vincere due campionati con lo Zalgiris ma a quel punto della nazionale lituana, nel 2004 e nel 2005.

A livello internazionale conquista, col Real nel 1995, la Coppa dei Campioni.

Con le squadre nazionali la Russia è Campione del Mondo nel 1982 con la rassegna che si disputa in Colombia, con Arvydas soltanto 18enne; nella successiva rassegna, giocata in Spagna, è 2°. Due anni dopo l’86, a Seul, la Russia è la squadra Campionessa Olimpica. Con Sabonis e la Russia unita, la Grande Madre arriva al bronzo negli Europei 83, quelli giocati in Francia e vinti dall’Italia di Sandro Gamba davanti a una fortissima Spagna; e all’oro in Germania Ovest nel 1985. Russia ancora terza in Jugoslavia nel 1989.

Con la casacca della Lituania il Principe del Baltico sarà 3° sia a Barcellona, 1992, che negli Stati Uniti, ad Atlanta, nel 1996. L’anno prima, in Grecia, la Lituania è giunta a un passo dall’oro, seconda.

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