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Fiorenzo Magni, il Terzo Uomo, che arrivò a un soffio dalla maglia iridata

FIORENZO MAGNI

Fiorenzo Magni è una delle più belle figure del Ciclismo dei Pionieri, che corse in bicicletta a cavallo del Secondo Conflitto Mondiale. Nato a Vaiano il 7 dicembre del 1920, è stato professionista dal 1941 al 1956. Fu considerato il Terzo Uomo nella epica rivalità e dualismo tra Fausto Coppi e Gino Bartali.

Di lui il bravo telecronista RAI Adriano De Zan ha detto: “Un fantastico campione, un uomo che ha saputo lottare senza timori al pari di campioni del calibro di Bartali e Coppi”.

Il dettaglio ci racconta di tre vittorie al Giro d’Italia, nel 1948, nel 51 e nel 55, vincendo un totale di 6 tappe complessive e vestendo per ventiquattro giorni la maglia rosa. La simbiosi con la corsa a tappe rosa organizzata dalla Gazzetta dello Sport è clamorosa: di questa competizione è stato il vincitore più anziano, a 35 anni l’ultima volta, e il vincitore con il minor vantaggio nella classifica generale.

Un altro grande motivo per cui ritenere Fiorenzo Magni un grande della storia dello sport amato va letto nel soprannome, il Leone delle Fiandre, perché seppe conquistare tre vittorie di fila su quattro partecipazioni al Giro delle Fiandre.

Tra i suoi successi le tre volte in cui ha conquistato il titolo di Campione d’Italia, all’epoca si disputava a punti, non nelle corse di un giorno. E ancora il podio alla Milano-Sanremo, al Giro di Lombardia e alla Parigi-Roubaix

Il suo ruolo da militare lo vive quando l’Italia è sul punto di entrare in guerra, data triste, il 10 giugno 1940. Poco prima viene richiamato alle armi come Artigliere nel 19° Reggimento fiorentino nonostante facesse richiesta per diventare Bersagliere.

Nel 1942 Fiorenzo Magni dimostra di essere bravo anche nel Ciclismo su Pista anche se tenta invano di battere il record mondiale dell’oro; tuttavia riesce a stabilire il nuovo primato mondiale sui 50 e sui 100 chilometri.

Successivamente ha una fortuna incredibile, nella disgrazia: infatti lui parte per una gara, il suo reparto è imbarcato per l’Albania e la nave in cui avrebbe dovuto a bordo, affonda, senza che si salvi nessuno. Fiorenzo Magni passa al Battaglione Olimpico di Roma dove resta fino al 43, e l’8 Settembre l’Italia firma l’armistizio. Lui torna a Vaiano, paese natale, per lavorare come controllore di ferrovia di fianco ai Carabinieri.

La sua storia diventa particolare, perché nel gennaio del 44, viene coinvolto, coi Carabinieri, gli uomini della Legione Muti e la Banda Carità, nella triste Battaglia di Valibona, contro i partigiani del posto. Magni arriva sul posto a combattimenti finiti, ma gli verranno imputate numerose accuse, tra cui l’uccisione del capo della banda, Lanciotto ballerini. Al processo nel 1946 sono chiamati a testimoniare sia Bini che Bartali, e Martini, futuro commissario tecnico, parla in suo favore. Il 24 febbraio del 1947 viene definitivamente assolto per non aver commesso il fatto e gode dell’Amnistia Togliatti, in parte.

Il 5 novembre dello stesso anno, sposa Liliana Calò, persona di profonda importanza nella vita personale che aveva conosciuto appena arrivato in Brianza, tanto che la cerimonia ha luogo nel Duomo di Monza. Avranno due figlie, Tiziana e Beatrice. Dal 1975 la famiglia si sarebbe trasferita a Monticello Brianza.

Nel 1948 Magni fa parte della squadra Wilier Triestina e vince il Giro d’Italia. Ma ci furono feroci polemiche: la Bianchi lo accusò di aver fruito di spinte irregolari sulla salita del Passo Pordoi, durante la decisiva tappa da Cortina a Trento. La giuria gli infligge 2 minuti primi di penalità ma riesce a conservare 11” di vantaggio su Ezio Cecchi. Quando arriva al Vigorelli a Milano, anziché gli applausi, subisce parecchia contestazione.

Tra le sue vittorie 3 Giri del Piemonte, 3 Trofei Baracchi e quel gran bel 2° posto al Mondiale di Varese nel 1951 dietro allo svizzero Ferdi Kubler. Nel mondo sarebbe stato due volte il 4°, oltre all’argento ottenuto in Italia.

Nel 1956, detentore del Giro d’Italia, arriva 2° a 36 anni compiuti, dietro al forte lussemburghese Charly Gaul. Al Giro è arrivato 1° 3 volte e due volte 2°, niente male, davvero!

Dopo il ritiro dalle corse fu CT della Nazionale dal 63 al 66, presidente della Fondazione del Museo del Ciclismo del Ghisallo. Nel 2004 è stato insignito del Collare d’Oro al Merito Sportivo, massima onorificenza del CONI. L’ultima apparizione in pubblico è dell’ottobre del 2012 nel Salone d’Onore del Foro Italico, in occasione della presentazione della sua prima e sola biografia ufficiale, “Il Terzo Uomo”, scritto dal suo amico e telecronista Auro Bulbarelli con prefazione di un gigante qual è Sergio Zavoli.

Nel suo percorso di cattolico Fiorenzo Magni ha incontrato i pontefici Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, oltre al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che lo ha ricevuto al Quirinale per una premiazione.

Magni muore per un aneurisma il 19 ottobre del 2012 a quasi 92 anni all’Ospedale San Gerardo di Monza. Sabato 20 riceve l’ultimo onore: il funerale si svolge nel Duomo di Milano, alla presenza dell’amico di una vita, Alfredo martini, che tiene un emozionante e dettagliato elogio funebre. Fiorenzo riposa nella tomba di famiglia all’interno del Cimitero Urbano di Monza.

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