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Ferruccio Valcareggi, l’unico, a portare l’Italia in vetta all’Europa

Ferruccio Valcareggi è stato l’unico allenatore a portare l’Italia sul tetto d’Europa. Ripercorriamone il cammino. Nasce a Trieste il 12 febbraio 1919. Dobbiamo distinguerne il percorso di atleta, che con il Bologna vince la Coppa dell’Alta Italia nel 1945-46, da quello, ben più intenso e corposo, da allenatore. Come tecnico del Prato vince la Serie C nel 1957 e si comincia a presentare a platee sempre più importanti. Tanto che nel 1968 guiderà la Nazionale italiana all’unico titolo europeo vinto dal nostro calcio, proprio in casa.

Due i “Seminatori d’Oro” da lui vinti quale migliore allenatore italiano: quello col Prato e nel 1972-73. In mezzo, nel 1970, la finale persa con il Brasile a Città del Messico nel terzo Campionato del Mondo vinto dalla Seleçao carioca.

Da calciatore cresce nella Triestina, gioca da interno di centrocampo: la ribalta la ottiene con la squadra della sua città nella quale gioca fino al 1953. Poi passa alla Fiorentina, al Milan, al Bologna, alla A.C.V. Vicenza e alla Lucchese. Totalizzando 261 partite in Serie A con 44 reti segnate. Quindi diventa giocatore-allenatore nel Piombino in Serie B per passare al Prato con cui vince in Serie C il campionato del 1957. Gli affidano l’Atalanta poi lui sceglie la Fiorentina, dove torna da timoniere. La Federazione gli consegna la Nazionale dal 1966, anno del disastro italiano con Edmondo Fabbri ai Mondiali d’Inghilterra, sconfitti dalla Corea del Nord, al 1974, quando usciamo dalla rassegna mondiale di Germania, vinta dai tedeschi dell’Ovest.

Il più importante successo da Commissario Tecnico lo ottiene a Roma contro la Jugoslavia, finale del Campionato Europeo, l’unico vinto dal calcio italiano. Nel 1970 in Messico è lui, la guida contro la Germania nella partita del secolo, quella di semifinale allo Stadio Azteca vinta ai tempi supplementari per 4-3. L’Italia perderà la finale per la conquista della Coppa Jules Rimet, con il Brasile per 4-1. Chi avrebbe raggiunto il terzo mondiale si sarebbe tenuto il simbolo del calcio. Sappiamo come è andata. Tanto che dai Mondiali del 1974 ci sarebbe stato un altro trofeo.

Ferruccio Valcareggi è arrivato a sfidare il Brasile fino all’1-1 di Boninsegna, prima di vedere i colori azzurri raccogliere il secondo posto dietro alla squadra più forte di tutti i tempi. Ma le critiche arrivarono perché, in occasione dell’ultimo atto, concesse al talento di Gianni Rivera soltanto i sei minuti finali nella staffetta, in quella circostanza mancata, con Sandro Mazzola, nell’eterno dualismo dello sport nostrano dal Dopoguerra in avanti.

Quattro anni dopo Valcareggi e gli azzurri non fecero meglio dei Mondiali messicani: gli azzurri non superarono la fase a gironi, cosa rara, per la storia della Nazionale, e il CT entrò in rotta di collisione con il popolare centravanti della Lazio fresca del titolo italiano, Giorgio Chinaglia, che lo mandò a quel paese dopo una sostituzione nella gara con Haiti, vinta per tre reti a una. I due si chiarirono grazie all’intervento di Tommaso Maestrelli e di Pino Wilson con il tecnico biancoceleste che partì da Roma, per la Germania, per sanare il rapporto.

Valcareggi, dopo essere stati sbattuti fuori dalla Polonia, allenò Verona, Roma e Fiorentina e anche la Selezione Giovanile di Serie B, per poi vivere un’esperienza, come accadeva ad Helenio Herrera, in televisione, da commentatore sportivo. Negli anni 90 ha guidato nuovamente i suoi ragazzi vice-campioni del Mondo in Messico in qualche partita amichevole a scopo benefico, anche a Roma, sul campo della Nuova Ostiense con tantissimi sportivi a riempire il lato destro di Via Cristoforo Colombo.

Negli ultimi anni è stato dirigente della Settignanese, realtà del calcio fiorentino sita a pochi metri dal Centro Tecnico Federale di Coverciano. Il club gli avrebbe intitolato la scuola calcio dopo la sua scomparsa, avvenuta a Firenze il 2 novembre del 2005.

Nel 2011 viene inserito nella Hall of Fame del Calcio Italiano, e nel 2013 nella Casa delle Celebrità della Fiorentina. Ferruccio Valcareggi riposa nel cimitero di Settignano, frazione del comune di Firenze.

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