Lavoro e Formazione

Valutazione delle scuole: servono 400 ispettori

Il sistema nazionale di valutazione, prima grande operazione trasparenza che avrebbe dovuto riguardare il mondo della scuola già a partire dal 2011 (operativo dal 2013 previa Dpr 80 dello stesso anno), oltre a non essere ancora a regime, ha interessato la valutazione di appena 375 istituti. Nel trimestre attualmente in corso, da ottobre a dicembre 2017, ne interesserà addirittura meno, 220, a fronte di un numero totale di Istituti pari a circa 8mila.

Fare i conti relativamente al ritardo accumulato è particolarmente semplice, soprattutto alla luce degli obiettivi dichiarati dallo stesso Ministero in materia di valutazione: le direttive parlavano di un controllo annuale del 10% delle scuole e un percorso valutativo “completo” nell’arco di un triennio. Allo stato attuale dei fatti ci si attesta sul 4,6% delle scuole valutate durante il corso del primo anno e un 3% scarso per quel che riguarda quest’anno.

Per conoscere i motivi di questo ritardo, Radio Cusano Campus ha contattato il Presidente dell’Associazione Treelle Attilio Oliva:

“Una ricerca condotta dall’associazione Treelle ha dimostrato che il problema sta nella mancanza di ispettori ministeriali: l’organico sulla carta è di 191 profili, attualmente se ne contano 56 a tempo indeterminato più 68, a termine, con contratti triennali, per una spesa complessiva di 7 milioni di euro, bassissima se si pensa che il MIUR spende ogni anno circa 50 miliardi per l’intero settore istruzione”.

“Anche per questo Treelle propone di costituire un Ispettorato, interno al ministero dell’Istruzione, ma dotato di forte autonomia, così come esiste in tantissimi Stati stranieri – spiega Attilio Oliva -. L’obiettivo è assicurare la qualità di tutte le scuole, statali e non, a garanzia delle famiglie. I costi? Sono davvero irrisori: il nuovo Ispettorato avrebbe infatti bisogno di circa 400 ispettori, per una spesa di 50 milioni. Bisogna considerare che gli impiegati a libro paga del Ministero sono circa 1 milione, implementarli di 400 unità è un’operazione risibile anche dal punto di vista economico”.

Per ascoltare l’intervista integrale clicca qui sotto

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