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Sleeping Beauties: Giovanni Arduino racconta il nuovo libro di Stephen e Owen King

Sleeping Beauties. Giovanni Arduino, sceneggiatore, scrittore e traduttore di Stephen King è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Giochi a Fumetti”, condotta da Andrea Lupoli e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Com’ è stata la traduzione di Sleeping Beauties?

Sicuramente è stata molto lunga ed è durata circa 5 mesi, perché è un libro di una certa mole, che in lingua originale contava 900 cartelle piene. Quando traduco non mi dedico quasi mai solo a quello, ma cerco di tradurre un certo numero di pagine al giorno.

Tra l’altro, c’è stata la difficoltà della fusione di due voci: di Stephen King e Owen King.

Ci sono riferimenti a note serie televisive?

Sì, ce ne sono indubbiamente. In riferimento a The Breaking Bad c’è una citazione diretta che persino lo spettatore occasionale potrà cogliere. Ve ne sono anche alcune in riferimento a Orange is the New Black e tante altre serie televisive.

Qualche anticipazione sulla trama?

Siamo in un carcere femminile sperso fra i monti Appalachi e, ad un certo punto, le donne cominciano ad addormentarsi. Nel momento in cui cadono nel sonno vengono avvolte da un bozzolo che le trasporta in un mondo parallelo. Chiunque tenti di aprire questo bozzolo subirà gravi conseguenze. Ovviamente la trama è molto più articolata.

Quali sono gli elementi di novità che i lettori abituali di King troveranno nel romanzo?

Mi è sembrato di cogliere in alcune parti del testo un tono autoironico più marcato del solito, oltre alla potenza di fuoco di due persone che sanno fare il loro mestiere.

Quali sono i temi maggiori che si trovano in questo libro?

Ci sono tanti temi nel libro. King ha sempre avuto una grande attenzione per le donne. E’ una scrittura naturale. Tra gli altri temi che possiamo definire attuali e rilevanti vi sono: la violenza contro le minoranze, la mania per le armi dell’ americano medio, fino a trattare di intere zone degli Appalachi distrutte dalle industrie del carbone, senza però cadere in una “mania” per l’ambiente. Abbiamo poi Dooling, questa città che racchiude tante storie diverse e che può sembrare una nuova Derry.

Perché la scelta di non tradurre il titolo?

Il titolo è sempre frutto di una collaborazione. In questo caso, anche io ero d’accordo sul mantenere questo titolo, perché “Belle addormentate”, nel nostro Paese non avrebbe reso l’idea del contenuto e i lettori avrebbero pensato ad altro.

Ascolta qui l’intervista completa

 

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