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Vanessa Ferrari, forza, coraggio, talento: il meraviglioso volo di una Farfalla

La Ginnastica Artistica aspetta il nuovo volo della Farfalla

 

Essere alta 1 metro e 46 e scoprirsi giganti nell’anima, nel coraggio, nella sopportazione del dolore, delle cadute, per spiccare nuovamente il volo. Come una farfalla. E’ la storia di Vanessa Ferrari, atleta dal talento e dal coraggio mondiali, oltre a essere Primo Caporale nell’Esercito Italiano. La pluricampionessa ha recentemente festeggiare il suo 27esimo compleanno, essendo nata vicino a Brescia, a Orzinuovi, il 10 novembre del 1990. Ginnasta di immenso valore, è stata la prima italiana a conquistare l’Oro ai Mondiali (2006). A 17 anni (!) è stata insignita del Collare d’Oro, la più alta onorificenza sportiva data dal CONI.

Fin qui ha partecipato a 3 edizioni dei Giochi Olimpici oltre alle tante volte in cui si è misurata in sede europea, ottenendo 10 medaglie continentali e 5 mondiali. Sul piano della tecnica espressa, Vanessa Ferrari è stata la prima a eseguire lo Tsukahara avvitato “Silivas”, un doppio salto indietro raccolto con doppio avvitamento, frutto dell’intaccabile convinzione nel alvoro svolto e nei propri mezzi.

Il percorso giovanile inizia presto: comincia a 8 anni a praticare la Ginnastica Artistica con la società bresciana Brixia, che contribuirà più volte a portare al titolo tricolore. Nel 2002 a Fermo vince il Campionato Allieve e fa l’esordio con le Juniores anche in Nazionale. Si cominciano ad accorgere della sua bravura, della sua crescente tecnica e maturità. Vanessa Ferrari festeggia con la Brixia Brescia il primo scudetto in Serie A, il quarto, nella storia del club. Lei volerà l’anno dopo agli Europei Juniores, e con l’Italia è bronzo nel concorso a squadre. Singolarmente è Argento nel concorso generale e bronzo alla trave. L’Italia ha una nuova punta di diamante. Anche perché lei e le compagne di squadra nella Brixia Brescia bissano il tricolore, il quinto, della società. Vince il Premio Oscar quale Migliore Giovane d’Italia. Non si fermerà più. Oggi, è vero, viene da un infortunio che l’eccessiva ricerca del metallo più pregiato le ha causato, nel tentativo di spingersi oltre il proprio limite; ma ha vinto 22 titoli ai Campionati Assoluti e ben 11 scudetti con la Brixia Brescia in Serie A.

La conferma del suo strepitoso talento arriva arriva con le prime medaglie internazionali nel 2005, ad Almeria, Spagna, in occasione dei Giochi del Mediterraneo. Oro al Corpo Libero, nella trave e al Volteggio, sia singolo che a squadre; è argento alle Parallele. E non paga, ottiene l’oro ai Campionati Italiani di Ancona mettendo dietro Lia Parolari e Monica Bergamelli.Conquista l’oro alle Parallele e alla Trave, è seconda nel Corpo Libero. E passa Senior a soli 16 anni. Agli Europei in Grecia l’Italia è medaglia di bronzo con le russe prime e le greche d’argento. Ma le azzurre sono, prima volta nella storia della Ginnastica Artistica, prime e quindi d’oro nel Concorso a Squadre, mentra la Ferrari è Argento al Corpo Libero. Una stagione eccezionale. Chiusa con 3 titoli nazionali delle 4 finali raggiunte! Ma la gioia più grande deve ancora arrivare… Ad Aarhus, Danimarca, Campionato del Mondo, Vanessa Ferrari conquista 11 anni fa, 1 medaglia d’oro – concorso individuale – e 2 di bronzo; nelle Parallele arriva dietro la Tweddle e la Liukin. Alla Trave fanno meglio la cinese Cheng Fei e l’americana Jana Bieger. Ma intanto è lei, la più forte del pianeta, questo scricciolo di 146 centimetri, aggraziata e potente, che si qualifica per ben 4 finali. La prima azzurra a vincere l’oro. Primeggia anche agli Europei di Masterdam mentre ai Mondiali di Stoccarda le nostre atlete fanno tanta strada: ottengono un signor piazzamento che vale l’accesso alle Olimpiadi in Cina, nonostante una frattura allo scafoide del piede per Vanessa, che resiste con coraggio, che vale il 4° posto, miglior risultato delle azzurre in tutta la storia della Ginnastica Artistica. Nel 2008 lei va agli Europei di Clermont Ferrand senza brillare mentre l’Italia è 4° dietro Romania, Russia e Francia.

Vanessa Ferrari partecipa, con tutto il dolore di una tendinite acuta, alle Olimpiadi di Pechino: è l’unica ancora non 18enne di tutta la spedizione azzurra. Ma l’Italia è 10°, lei, scoraggiata, 11°. Il 2009 è l’anno dell’intervento al tendine di Achille. Ricomincia a marzo e sarà 2° in tutta Europa, con la Brixia Brescia che arriva, prima in Italia, allo scudetto della Stella. In Europa torna nel 2010 a Birmingham dove la Nazionale arriva quinta. A ottobre, Mondiali di Rotterdam, le azzurre sono ottave. Niente gloria nemmeno in Europa a Berlino nel 2011 mentre come singola giunge agli Internazionali di Francia quarta al Corpo Libero.

Non si diano scontate le vittorie di un’atleta perché Vanessa Ferrari arriva a un ulteriore titolo italiano, il quinto, davanti all’astro nascente della Ginnastica, Carlotta Ferlito, e a Francesca De Agostini. E’ prima nelle parallele e bronzo alla trave. Arriva prima con la Ferlito al corpo libero con lo stesso punteggio ma da regolamento la medaglia d’oro va alla più giovane, a Carlotta. La Ferrari, con lei e le compagne di nazionale, va a Tokyo, ai Mondiali, ma si fa male nel riscaldamento e le azzurre arrivano none: per andare a Londra 2012 dovranno sudare nel Test Event pre-olimpico. Agli Europei la Ferrari giungerà dietro alle rumene Ponor e Iordache. L’Italia è quarta. A Londra la nazionale è settima ma lei ottiene il Diploma Olimpico, pur 8°, in quanto è da anni tra i migliori interpreti della disciplina che vive con il sacro fuoco di Olimpia nel cuore, visto che eguaglia il record di Giulia Volpi, impegnata a Seul nel 1988 e Barcellona nel 92. Nel corpo libero è quarta nonostante il pari merito con la russa Aliva Mustafina; entrambe ottengono 14,900 ma viene premiata l’altra atleta per il coefficiente di difficoltà nell’esecuzione dell’esercizio. Dopo i cerchi olimpici conquisterà l’argento ai Mondiali nel Corpo Libero. Nel 2014 in Coppa del Mondo è prima e oro nella competizione generale che comprende corpo libero, trave, parallele e volteggio; davanti a Roxana Popa Romania e Maggie Nichols, USA. Ed è 2° nella classifica generale dietro a Elizabeth Price. L’Italia sarà 5° agli Europei di Sofia, e lei qui ha 24 anni. Nella trave arriva prima pari merito con la rumene Iordache e davanti alla svizzera Giulia Steingruber. L’8 giugno di esibisci davanti a Papa Francesco per la festa dei 70 anni del CSI il Centro Sportivo Italiano. A ottobre ai Mondiali di Nanning è sesta e quinta a squadre con l’Italia.

Nel 2015 rinuncia agli Europei di Montpellier per la mononucleosi. L’anno successivo partecipa alla quarta tappa di Serie A1 a Torino con la Brixia Brescia, gareggiando però soltanto alla trave, dove con un esercizio semplificato ottiene 13.600. Si aggiudica l’11° scudetto personale, il 14°, per la Brixia. Il 7° titolo italiano lo ottiene a Torino nel concorso generale davanti Carlotta Ferlito e Elisa Meneghini. Alle Olimpiadi di Rio non va bene: a squadre l’Italia è 10° e fuori dalla finale. Lei è 16esima nell’individuale e quarta nel corpo libero, un podio mancato che sa, e tanto, di beffa, dietro l’inglese Amy Tinkler e le statunitensi Alexandra Raisman e Simone Biles. Al rientro dai Giochi Olimpici di Rio necessita un’operazione per un infortunio al tendine d’Achille.

Il resto è storia recente. Nel 2017 a settembre partecipa alla finale del campionato di Serie A1 a Eboli, contribuendo alla vittoria finale della sua squadra, gareggiando nella trave e corpo libero. Poi va ai Mondiali di Montreal. L’8 ottobre, nella finale di specialità al corpo libero, nell’eseguire la seconda diagonale le cede il Tendine d’Achille e perciò esce tra le lacrime. Operata alcuni giorni dopo, comincia la fase di riabilitazione in vista di un possibile ritorno alle competizioni. Che non ci stupirebbe.

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