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Vattene e muori: minacce alla preside del Socrate

Vattene e muori: la preside Nari iscrive tutte le matricole e il Socrate vive il dramma del sovraffollamento.

“Milena datte e mori”. Vattene e muori. Questo il contenuto minatorio del messaggio che, nei giorni scorsi, è stato recapitato alla dirigente scolastica del liceo Socrate di Roma. Il foglio, su cui è stato composto il messaggio utilizzando caratteri di giornale ritagliati da quotidiani cartacei, presentava altri insulti ed epiteti vari ma il cuore della comunicazione era chiaro e preciso. Vattene e muori. La prof.ssa Milena Nari ha recepito il messaggio e risposto così: «Mancano 154 giorni al termine dell’anno scolastico e lì voi ed io dobbiamo arrivare… sul morire non posso dare rassicurazioni, ma sono certa che prima o poi mi toccherà».

 

Non manca l’ironia nelle parole della prof.ssa Nari ma quello che sulle prime poteva sembrare uno scherzo, ora è al vaglio della Digos, con il liceo della Garbatella al centro dell’attenzione mediatica: da giorni nei corridoi della scuola non si parla d’altro. Ma quali sono le ragioni che avrebbero spinto questo ignoto a minacciare la preside. Sulla risposta un coro di certezze: il problema sovraffollamento. Anche per questa ragione, una decina di giorni fa, il Socrate è stato occupato.

 

Dallo scorso anno il numero dei liceali è salito a 946: triplicate le prime classi, passate da 4 a 12. «In corridoio non si riesce a passare — raccontano i ragazzi — e poiché mancano le aule, ci spostiamo da una parte all’altra». Sembra infatti che lo scorso febbraio siano state accettate tutte le domande di iscrizione al Socrate con la garanzia che il posto per quei quasi 250 studenti in più ci sarebbe stato. Lo conferma la preside: «Non è stato detto no a nessuno, ho trasformato i laboratori in classi e tutti ci sono stati».

 

Il direttore scolastico del Lazio Gildo De Angelis non prova nemmeno a mascherare il suo disappunto circa l’operato della dirigente: «La preside Nari non ha rispettato le regole accettando molti studenti in più di quanti la sua scuola potesse permettersi e ora c’è un problema molto serio da risolvere, ci serviranno almeno 10-12 aule in più, dove le troviamo?».

 

La Nari prova a spegnere il fuoco della polemica ammettendo che da giugno prossimo non reggerà più l’Istituto: «Chiederò il trasferimento ma sono contenta del lavoro fatto finora e se tornassi indietro non cambierei nulla. Io penso solo al bene dei ragazzi, vorrei che venissero lasciati fuori da questa storia». La futura dipartita della dirigente non lascia comunque tranquillo De Angelis: «Ha provocato un disastro e lascia il problema a qualcun altro. Io mi impegnerò per trovare una soluzione, ma lei ha fatto arrabbiare molte persone e sono convinto che quella lettera anonima non arrivi da uno studente».

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