Salute e benessere

Aritmie nei giovani e ricerca sul QT lungo: parla il Prof. Drago

Malattie aritmiche e Test del QT lungo. Il Dott. Fabrizio Drago (Responsabile dell’unità operativa di cardiologia e aritmologia pediatrica del Bambino Gesù) è intervenuto a Genetica Oggi di Andrea Lupoli su Radio Cusano campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Perché sono importanti gli screening elettrocardiografici nelle scuole?

Sono ormai 5 anni che ci dedichiamo agli Screening nelle scuole elementari e medie sul territorio del Lazio. Abbiamo già sottoposto allo screening, che prevede esclusivamente l’elettrocardiogramma, più di 15 istituti, in totale 9.700 pazienti.

Gli elettrocardiogrammi fanno fare una diagnosi di malattia cardiologica nel 70% dei casi, che ha sicuramente  una validità importantissima.

Di questi 9.700 bambini, abbiamo riscontrato anomalie elettrocardiografiche in 69 di loro, che potrebbero essere compatibili con malattie a potenziale rischio di morte improvvisa. Questo Screening, ovviamente, ha riportato anche altre anomalie minori che hanno poi portato a diagnosi di piccoli difetti cardiaci non estremamente gravi.

Abbiamo osservato che il 40% dei bambini non avevano mai effettuato un’ elettrocardiogramma. La nostra opera di sensibilizzazione è sicuramente molto importante. Tra l’altro alcune famiglie, dopo essere venute a conoscenza di anomalie elettrocardiografiche, si sono rifiutate di fare accertamenti; quindi c’è anche un certo grado di scetticismo. Il nostro obiettivo non è quello di speculare, dato che abbiamo liste d’attesa molto lunghe, ma sensibilizzare sulla prevenzione secondaria (rianimazione cardio – polmonare) che è importante, tanto quanto quella primaria.

Cos’è il QT lungo? Come prosegue il lavoro su questa patologia cardiaca?

Ringrazierò sempre l’Università Niccolò Cusano per essersi unita nella lotta del QT lungo e della canalopatia. Attualmente, siamo in grado di seguire 770 pazienti con le rispettive famiglie che abbiamo convogliato nel nostro centro e che stiamo trattando. Si tratta di un incremento di circa 100 pazienti l’anno e adesso della genetica siamo in grado di fare tutti i tipi di screening genetico, almeno per quanto riguarda i geni conosciuti su queste canalopatie e in particolare per il QT lungo, che è la più grave e la più frequente.

L’incremento degli ultimi 5 anni è sicuramente legato al supporto fornito dall’Università Niccolò Cusano che ci ha portato essere uno dei centri più importanti in Italia e, forse in Europa. Grazie al numero di pazienti e al tipo di competenze acquisite, siamo anche entrati nelle organizzazioni europee che la CEE ha disposto per quanto riguarda le malattie rare.

Come il Bambino Gesù, al di là dell’aspetto chirurgico, interviene al meglio?

La nostra aritmologia, che ha sede a Palidoro, ha 9 posti letto e può fare tutti gli interventi che esistono attualmente sulle aritmie del bambino. Questo ci contraddistingue e rende  il nostro centro tra i primi 15 al mondo.

Può il pediatra durante le consuete visite accorgersi di un’anomalia?

No. Solo le anomalie strutturali, valvulopatie o cardiopatie congenite strutturali. Per quanto riguarda queste malattie aritmiche non può accorgersi, a meno che il bambino non abbia un ritmo alterato durante la visita.

Ascolta qui l’intervista completa 

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