Lavoro e Formazione

Università, legge di bilancio: la protesta continua

Università. Sono giorni caldissimi quelli sta vivendo il sistema universitario nazionale. Molte delle sue componenti restano sul piede di guerra alla luce della totale assenza di riscontri rintracciati in Legge di Bilancio, riscontri che avrebbero dovuto soddisfare alcune richieste attorno alle quali, nei mesi scorsi, sono stati organizzati scioperi, manifestazioni, sit-in, presidi e flash mob. Pur non avendo ancora letto il testo integrale della legge, bastano al momento le linee guida per appurare come non sono state né affrontate, né tantomeno soddisfatte, alcune richieste sostanziali: riconoscimento degli scatti di anzianità per il quinquennio 2011-2015 da parte dei docenti universitari, implementazione del FFO per ciò che riguarda gli atenei e investimento in diritto allo studio che vada ben oltre i ‘miseri’ 10 milioni di euro messi in manovra.

Radio Cusano campus ha raggiunto al telefono Andrea Torti, coordinatore nazionale di Link – Coordinamento Universitario – che ha spiegato le ragioni del malcontento in relazione alle promesse disattese in questi mesi da parte del Ministero:

“La Ministra Fedeli dopo l’approvazione della Legge di Stabilità ha annunciato le misure previste per Università e Ricerca. Non si prevede alcuna norma in grado di garantire il diritto allo studio alle migliaia di studenti e studentesse che ogni anno non ottengono la borsa di studio e sono obbligati a spendere centinaia di euro di affitto per la mancanza di posti letto nelle residenze, non si finanzia il Fondo di Finanziamento Ordinario tagliato di un miliardo nel 2010 e si prevedono solo 1.500 assunzioni quando ne servirebbero almeno 5000 all’anno per quattro anni per tornare al numero di docenti del 2010 e dare un futuro alle migliaia di precari dell’Università e degli Enti Pubblici di Ricerca che, senza alcuna certezza lavorativa, tengono in piedi i corsi di laurea e la ricerca del nostro Paese. Anche per i docenti che hanno scioperato questo settembre il recupero degli scatti stipendiali è previsto solo a partire dai prossimi anni”.

Ascolta l’intervista integrale di Andrea Torti cliccando qui sotto

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