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Primavera Unicusano Ternana: il futuro delle Fere

Dopo un inizio a dir poco complicato, la squadra Primavera dell’Unicusano Ternana ha iniziato a mettere in fila una serie di buoni risultati. Il tecnico dei giovani umbri, Ferruccio Mariani, ci tiene a porre l’accento anche sull’aspetto della crescita dei ragazzi, obiettivo principale posto dalla società rossoverde per i settori giovanili. Valorizzare i vivai è il diktat societario e Mariani, tecnico di lungo corso, è la persona adatta per questa missione: conosce bene la filosofia Unicusano (ha allenato a Fondi, vincendo playoff e Coppa Italia di D) e ha un curriculum molto ampio, che lo ha visto anche nei panni di vice di un grande come Gigi Simoni. Ai microfoni di Sport Academy, la trasmissione di politica sportiva di Radio Cusano Campus, ha raccontato qual è il suo ruolo attuale, non dimenticandosi del suo passato, della sua esperienza da calciatore nel Pisa, ai tempi in cui al timone della squadra toscana c’era un presidente leggendario come Romeo Anconetani.

IMPEGNO E SACRIFICIO. «Bisogna essere bravi a far capire che dal divertimento può nascere un lavoro. Ma ci vuole comunque un grande impegno e si devono fare tanti sacrifici. Lo dico sempre ai miei ragazzi: siete a un passo dal professionismo, l’importante è provarci con tutti voi stessi senza avere rimpianti. Dico loro – aggiunge mister Mariani, tecnico della Primavera dell’Unicusano Ternana – di pensare alla propria famiglia, ai sacrifici che vengono fatti. Ai giovani va insegnato che si tratta di un episodio della vita, perché dopo i 35 anni ne inizia una nuova. Devo dire che il settore giovanile è divertente: è la mia prima esperienza in questo senso e voglio ringraziare il Patron Bandecchi e la società per questa opportunità. Il mio compito è trasferire ai ragazzi cosa pensa questo club: devono capire in che contesto si trovano e diventare responsabili».

I GIOVANI NEL PROGETTO UNICUSANO TERNANA. “La società punta molto sui ragazzi del vivaio. Servono investimenti e la proprietà è propensa a farli. Perché se i giovani crescono e passano in prima squadra diventa un indotto importante per tutti”.

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