Politica

Clemente Mastella: “Ho il conto in rosso. Capisco chi pensa al suicidio”

Clemente Mastella è stato ospite stamattina di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus. Ecco le tematiche trattate dal sindaco di Benevento. 

CLEMENTE MASTELLA E IL RITORNO DELL’UDEUR

“Ho detto dall’inizio che lo debbo a tutti quelli che sono stati sacrificati per colpa mia. Ci hanno tatuato ed effigiato come se fossimo i malfattori della vita pubblica italiana. E’ un fatto di orgoglio, poi arriveremo allo 0.5% ma non conta solo il dato politico. Sul piano politico questa formula del mattarellum 2.0 è una formula che va bene per chi è insediato in una serie di territori, soprattutto nell’Italia Meridionale. Anche forze come la mia possono diventare determinanti”.

SULLE PAROLE DI LUIGI DI MAIO

“Ci sono anche persone come lui senza arte né parte che fanno politica, perché non potrei farlo io? Che democrazia è questa? Vuole una democrazia in cui comanda solo lui? Allora si faccia una legge che dice che il giovane fighetto Di Maio è quello che deve fare il Premier per l’Italia. Fanno casino per ragioni democratiche e poi se arriva un piccolo partito come il mio si preoccupano? Di Maio pensi ai cavoli suoi, tanto il Premier, spero, non lo farà mai. Meglio un Paese schiavo dei piccoli partiti che un Paese schiavo di Di Maio, tanto per essere chiari”.

“IN QUESTI 10 ANNI HO CAPITO CHI PENSA AL SUICIDIO”

“Ho il conto in rosso e capisco chi pensa al suicidio. Ti passa per la mente di tutto. Nel mio caso, sono stato messo alla berlina per 10 anni. Umiliato da gente come questo fighetto di Di Maio che ogni volta esprimeva contumelie nei miei riguardi. Ora dovrebbe chiedermi scusa. E’ ovvio che in questi casi qui, in cui sei impotente, hai tutta la famiglia sotto inchiesta, con mio figlio accusato da un pentito di aver ricevuto una macchina in regalo dalla camorra che provava inutilmente a farsi ricevere dal Pm senza mai essere ascoltato, con i giornali che mi dipingevano come quello vicino alla camorra”.

“E’ STATO DIFFICILE ANDARE AVANTI”

“In tutto questo tirare avanti è difficile. Ho il conto in rosso, gli avvocati costano, si pagano. Io ho speso parecchie decine di migliaia di euro. Era sotto causa tutta la mia famiglia. Grazie a Dio ho le spalle forti e mi sono ripreso. Non avessi avuto una fede incrollabile, non avessimo tenuto come famiglia, saremmo saltati in aria. Non è arrivata nessuna scusa in questi 10 anni ma tanta solidarietà. Mi ha deluso Prodi. Invece di dire ‘no comment’ avrebbe dovuto dire che fregando Mastella hanno fatto saltare il suo Governo, cambiando la storia del Paese”

RETROSCENA SUL SELFIE CON LENNY KRAVITZ

“Ero a cena a Capri con Peppino Di Capri. A un certo punto arriva questo personaggio con il suo manager e il suo produttore. Era ospite di un amico comune, un produttore di Hollywood. E’ venuto lì e ho chiesto a Peppino Di Capri chi fosse. Lui mi ha detto che si trattava di uno grosso, di uno veramente importante. Così mi sono andato a fare una foto con lui. Il giorno dopo l’ho incontrato nuovamente a pranzo a Nerano. Io sono più appassionato di cantautori italiani, sono amico di Baglioni, Cocciante. E’ stato mio figlio nel vedere il selfie con Lenny Kravitz a suggerirmi di pubblicare la foto su Facebook. Da quel momento in poi è successa l’ira di Dio. Devo dire che Kravitz è una persona simpatica, a modo, molto umile molto pacata. L’unica cosa è che mentre Peppino Di Capri quella sera ha cantato un po’ per noi amici, lui si è rifiutato”.

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