Salute e benessere

Intolleranza al lattosio: i consigli della Dott.ssa Missori

La Dott.ssa Serena Missori (Endocrinologa, Nutrizionista, Autrice del best seller La Dieta dei Biotipi) è intervenuta sull’intolleranza al lattosio, ai microfoni della trasmissione Genetica Oggi, condotta da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Cos’è l’intolleranza al lattosio? Come si manifesta?

L’intolleranza al lattosio è l’incapacità del nostro organismo di digerire lo zucchero che è naturalmente presente nel latte e nei suoi derivati, ad eccezione di alcuni formaggi stagionati e molto fermentati.

Si tratta di un’intolleranza che può avere natura transitoria, ad esempio legata ad un’infiammazione dell’apparato digerente, oppure congenita. Quest’ultimo caso si verifica quando, dopo lo svezzamento, viene perso l’enzima che si chiama lattasi, responsabile della digestione di questo zucchero.

L’incapacità di poter digerire il latte e i suoi derivati può essere causa di diversi fastidi: gonfiore addominale, colite, dissenteria, stipsi, mal di testa.

Si può nascere con l’intolleranza al lattosio? O la si acquisisce?

Sì, se l’intolleranza è congenita ci si nasce. Intorno al secondo anno di età, molte persone perdono la capacità di produrre questo enzima, la cui espressione è geneticamente programmata e si eredita dai genitori. L’intolleranza si può acquisire se ci sono delle patologie infiammatorie nell’intestino delle persone che, invece, non sono geneticamente intolleranti.

Nel caso di persone intolleranti, l’assunzione di latte e derivati non facilita la digestione, ma la peggiora perché l’intestino si infiamma.

I latti vegetali, a base di soia, riso, d’avena e di cocco non contengono, invece, lattosio.

Si può ovviare il problema dell’intolleranza assumendo una compressa che va a sostituire l’enzima, ingannando così temporalmente il corpo. Il mio consiglio è di utilizzare l’enzima mancante, la lattasi, soltanto in situazioni particolari e non abusarne.

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi può essere fatta per esclusione, eliminando dall’alimentazione quotidiana il latte e i suoi derivati. Esiste anche la possibilità di fare due Test.

Il primo è un test genetico, che ricerca il gene che codifica questo enzima, la lattasi. La risposta che possiamo ricevere può essere di tre tipi: normotolleranti, parzialmente tolleranti, oppure totalmente intolleranti.

Il secondo test è il breath-test al lattosio che consiste nell’ingerire una quantità specifica di latte e poi, attraverso il meccanismo laboratoristico, si vanno a dosare i gas che noi emettiamo con il respiro. Questi possono essere più o meno alti, a seconda della nostra capacità di digerire il latte.

Quanto è diffusa l’intolleranza al lattosio? Quanto sono correttamente informati i medici sull’incidenza di questo fenomeno?

L’intolleranza al lattosio è diffusissima. Nell’Europa del sud circa il 70% ne è affetta, ma resta ancora un po’ sconosciuta al livello sanitario. E’ importante fare attenzione ai prodotti confezionati che vengono certificati senza lattosio perché spesso viene sostituito con degli edulcoranti che possono essere comunque nocivi per il nostro intestino.

Riascolta qui l’intervista

 

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