Lavoro e Formazione

Liceo Plauto, parlano gli studenti dell’ultimo anno delle scienze umane

Liceo Plauto: come si sono trovati gli studenti? Parlano i ragazzi del quinto anno delle scienze umane. Lo fanno a margine del progetto alternanza scuola-lavoro a Radio Cusano Campus. 

PARLANO GLI STUDENTI DEL LICEO PLAUTO. IMPRESSIONI E CRITICITA’

“I ragazzi di questa scuola hanno avuto delle opportunità che non in tutte le scuole si sono avute”, esordisce la professoressa Celani, docente di Scienze Umane. “Le scelte, in merito all’alternanza scuola-lavoro, sono state fatte tenendo a mene la qualità delle proposte, non la quantità”. Sempre parlando di alternanza scuola-lavoro, aggiunge la studentessa Aurora Serafini: “Ci sono delle cose da migliorare. Soprattutto a livello organizzativo”.

SULLA SCUOLA

“La struttura è bella, niente da dire. Anche se sarebbe da ristrutturare. Si sono verificati dei danni causati dal terremoto dell’anno scorso e quindi ora ci troviamo una bellissima aula magna da restaurare”, dice Serena Maddalo. “Ci piace la possibilità di utilizzare impianti sportivi all’avanguardia sia all’interno che all’esterno“, aggiunge Martina Marrocco.  “Abbiamo una bella tradizione legata ai concerti e alle attività teatrali. Facciamo delle rappresentazioni classiche di alcuni tra i testi che abbiamo studiato”, rivela Myriam D’Alu.

CRITICITA’

“Ci sono più classi che aule”, afferma Alice Tempesta. “Questo costringe alcuni studenti a ruotare ad ogni cambio dell’ora. Servirebbe una succursale tra le scuole inutilizzate disponibili sul territorio. Un’altra criticità è che è scomoda da raggiungere con la macchina, per via del traffico. Anche se la scuola per quanto riguarda i mezzi è collegato bene”.

IN VISTA DEGLI ESAMI DI MATURITA’

In estate questi studenti del Liceo Plauto sosterranno gli esami di Stato. “Ansia” è la parola che ripetono come fosse un mantra quando qualcuno glielo ricorda. “Abbiamo però fiducia nei professori”, dice Serena Maddalo. A preoccupare i ragazzi è la commissione: “Speriamo che i professori delle discipline più ostiche siano interni”, l’utopia di una delle classi interessate.

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