Politica

Decadenza Berlusconi, Avv. Pellegrino: “Deprecabile il ritardo della Corte Europea”

Decadenza Berlusconi; Avv. Pellegrino: “Corte Europea doveva dirci subito se Berlusconi è ignobile o meno, deprecabile il suo ritardo nel pronunciarsi sul leader politico di uno dei principali Paesi UE. Ora abbiamo un leader politico cacciato con ignominia dal Parlamento, che però fa le riforme”

L’Avvocato Gianluigi Pellegrino è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano in merito all’iter per la decadenza di Silvio Berlusconi.

Sul parere della Corte Europea dei diritti umani in merito all’iter per la decadenza di Silvio Berlusconi

“La questione che viene posta da Berlusconi riguarda il modo in cui è stata applicata la legge Severino. Quando Berlusconi ha commesso quelle condotte che l’hanno portato alla condanna non sapeva che sarebbe incorso anche in una decadenza dall’ufficio di Senatore. La questione che pone Berlusconi ha una sua serietà, a differenza di quelle che avevano sollevato De Luca e De Magistris. Mi permetto di dire che ritengo poco giustificabile che ci sia voluto tanto per fissare questo giudizio. Le istituzioni europee avevano il dovere di pronunciarsi immediatamente, trattandosi di un leader politico di uno dei principali Paesi dell’UE. Ora abbiamo un leader politico cacciato dal Senato con ignominia, allo stesso tempo però gli altri partiti hanno continuato a riconoscerlo come interlocutore e come leader politico”.

La Corte Europea ha il dovere di fare chiarezza

Se Berlusconi è ignobile non deve stare in Parlamento, ma nemmeno partecipare ai tavoli per le riforme del Paese. Che Paese è quello che con una mano dà dell’ignobile a ricoprire una carica e poi con l’altra ci fa le riforme? La Corte Europea aveva il dovere di fare chiarezza il prima possibile. Questo ritardo è deprecabile. Non so da cosa dipenda, è stato detto di tutto: è stato detto che era un ricorso che imbarazzava, che sua una vittoria avrebbe messo alla berlina il Paese. Sono tutte ragioni che non giustificano, anzi aggravano il ritardo”.

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