Salute e benessere

Alzheimer: come prevenirlo con una corretta alimentazione

Per tenere lontano la demenza senile l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale. Oltre 600.000 persone in Italia soffrono di Alzheimer e prevenirlo è ormai uno dei principali obiettivi del mondo scientifico.

Le persone con Alzheimer sono destinate a crescere

Questa malattia è un disturbo che colpisce la sfera neurologica, andando a creare danni così gravi da impedire, al soggetto interessato, di riconoscere le persone, anche le più care come i famigliari stessi.

Tra l’altro, a causa dell’invecchiamento della popolazione, l’incidenza della malattia è destinata ad aumentare. L’Italia è, infatti, il Paese più longevo d’ Europa, con 13,4 milioni gli ultrasessantenni, ovvero, il 22% della popolazione. L’American Academy of Neurology ha calcolato che nei prossimi quaranta anni i pazienti inevitabilmente crescerà, arrivando a colpire 13.8 milioni di persone.

E’ veramente giunto il momento di correre ai ripari e cercare di prevenire la malattia, dato che una cura ancora non esiste.

Tenere il cervello in allenamento è sicuramente un passaggio fondamentale per la prevenzione. Leggere libri, studiare, giocare a scacchi, ma anche a carte e a sudoku sono attività che evitano l’invecchiamento dei neuroni. Molti studi hanno anche dimostrato che queste attività possono prevenire la demenza senile.

La giusta alimentazione per prevenire l’ Alzheimer

Una dieta equilibrata completa il quadro della prevenzione

frutti rossi, sono molto salutari per il cervello. Ricchi di antiossidanti, i mirtilli, le fragole i lamponi e le more sono ottimi alleati per difendere il cervello da radicali liberi.  È importante andare ad assumere queste sostanze da fonti esterne, dato che il nostro corpo non produce antiossidanti autonomamente e, quindi,  è necessario assumerli tramite cibo o integratori alimentari..

Fonte di acidi grassi omega-3 è il salmone. Uno studio dell’Università del Maryland, Medical Center, ha evidenziato come gli omega-3 riducano le infiammazioni e, allo stesso tempo, il rischio di insorgenza di malattie cardiache. Queste sostanze, inoltre, migliorano le prestazioni del cervello e la memoria.

Anche in questo caso, come negli antiossidanti, le sostanze vanno assunte tramite fonti esterne. Oltre al salmone, ricordiamo che sostanze ricche di Omega 3 sono:  l’halibut, il tonno, le sardine e lo sgombro, di cui si consiglia l’assunzione almeno una volta a settimana.

Uno studio del centro medico della Rush University, nel 2015, ha evidenziato che, anche, l’olio d’oliva è un buon alleato per combattere la malattia. Questi ricercatori hanno creato un programma dietetico in grado di ridurre il rischio di sviluppare questa patologia del 35%. Si basava su delle sostanze contenute nell’olio d’oliva, i polifenoli, le loro prorpietà antiossidanti.

Studi effettuati su dei topi hanno evidenziato come il loro consumo favorisca l’apprendimento e  la memoria, limitando i danni al cervello.

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