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A 21 da Silvio Piola, il più grande di tutti. Da Vercelli alla conquista del Mondo

Oggi ricordiamo il più prolifico realizzatore di gol nel Calcio Italiano: Silvio Piola, Campione del Mondo con l’Italia nel 1938 e autore in Serie A di 274 reti e 16 nella Divisione Nazionale nel 1945-46, immediatamente dopo la guerra, per un totale di 290 realizzazioni. Questo nonostante il secondo conflitto mondiale gli abbia tolto, come è accaduto a tanti, diversi anni, nel cammino agonistico.

Piola nasce a Robbio il 29 settembre del 1913 ed è considerato, in assoluto, il più grande centravanti, nella storia del calcio italiano: ha giocato con la Pro Vercelli, squadra della città in cui abitava con i genitori, nella Lazio e nel Novara. Un ulteriore record è stato quello di 6 reti nella stessa partita, un numero incredibile di gol  eguagliato da Omar Sivori nel 1961 anche se in questo caso li segnò a un Inter che, per protesta contro la FIGC per aver ordinato la ripetizione della gara con la Juventus, schierò la squadra Primavera, nel giorno del debutto di Sandro Mazzola, figlio dell’indimenticabile Valentino, leggenda facente parte del Grande Torino cancellato dalla strage di Superga il 4 maggio 1949.

Il maggiore risultato Silvio Piola lo ottenne guidato dal Commendator Vittorio Pozzo, piemontese come lui, al Mondiale di Parigi quando l’Italia rappresentò al meglio il ruolo di nazione detentrice della precedente rassegna vinta a Roma 4 anni prima. Già, il 1934 quando giocava nella Pro Vercelli e fu chiamato dalla Lazio, in cui giocò per 9 stagioni, vivendo prima al quartiere Flaminio, quello dello stadio in cui conquistò il Campionato del Mondo, e poi a Montesacro.

Una curiosità: nel gennaio del 1945 venne diffusa, nel Meridione, la notizia della presunta morte del calciatore, che sarebbe stata vittima di un bombardamento su Milano. Qualche mese dopo si seppe che Piola aveva in realtà fatto ritorno in Piemonte, dove continuò a giocare in Serie A, col Novara, fino all’età di 40 anni.

A cavallo della II Guerra Mondiale vince due volte il titolo di Capocannoniere, entrambe le volte con 21 reti fatte, nel 1937 e nel 1943.

Nel 48 si sposa con Alda Ghiano ed ebbe due figli, Dario, che giocò da difensore centrale nella Pro Vercelli diventando avvocato capace di fare anche un percorso da politico; e Paola, che fece la psicologa.

Dal 1954 Silvio Piola diventa allenatore, per 10 anni in Federazione e poi tornando nella sua Vercelli.

Nel 1993 già Cavaliere per il Mondiale vinto nel 34, viene nominato Grande Ufficiale dell’Ordine della Repubblica Italiana al merito. Piola morì a Gattinata il 4 ottobre del 1996 dopo qualche anno passato sotto la malattia di Alzheimer: aveva 83 anni.

Piola riposa nella cappella di famiglia nel cimitero monumentale di Billiemme, a Vercelli. Nel 1997 gli sono stati intitolati gli stadi di Vercelli e Novara. Nel 2011 viene inserito nella Hall of Fame del Calcio Italiano. Nel 2013 la FIGC, in occasione del centesimo anniversario dalla sua nascita, celebrò la ricorrenza. Due anni dopo il CONI lo colloca nella Passeggiata dei Famosi dello Sport Italiano.

I suoi record – Calciatore con 290 gol segnati nella massima divisione;

unico Calciatore a segnare 6 reti in una gara normale visto che Sivori giocò contro l’Inter che schierò la Primavera per protesta;

il più giovane calciatore a realizzare tre reti in Serie A, a 17 anni e 132 giorni con la Pro Vercelli contro il Napoli; e anche il più giovane, a 18 anni e 54 giorni, a segnare 4 gol in una partita di Serie A, contro l’Alessandria con la casacca della Pro Vercelli.

il giocatore più anziano a segnare 3 reti, a 37 anni e 51 giorni contro la sua vecchia passione Lazio e in favore del Novara, nel 1950.

Nella perenne disputa tra sostenitori della Lazio e della Roma sulle reti segnate da Piola e da Totti, va fatta una considerazione legata alla Storia che non può essere trascurata. E riguarda la Seconda Guerra Mondiale. quante reti in più avrebbe potuto segnare Silvio Piola, senza l’interruzione di tre stagioni per il conflitto? Questo come dovere connesso all’onestà intellettuale, va riconosciuto, al grande azzurro del 1938. Partito da Vercelli alla conquista del Mondo.

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