Lavoro e Formazione

Scuola al via: criticità e novità

Scuola al via. L’inizio del nuovo anno scolastico è ormai una realtà in molte Regioni italiane. Prima campanella, dunque, per gli oltre 8,6 milioni di ragazze e ragazzi che tornano fra i banchi nella scuola statale e in quella paritaria. A partire da oggi, lunedì 11 settembre, le lezioni si apriranno ufficialmente, secondo i calendari regionali. E saranno sempre le diverse indicazioni fornite, da Regione a Regione, a modificare le abitudini delle famiglie italiane in fatto di obbligo vaccinale, la vera grande rivoluzione di questo inizio di anno scolastico. Per la fascia 0-6 anni sarà obbligatorio presentare l’iter compiuto dai propri figli o le prenotazioni effettuate presso le Asl di competenza per dimostrare che ci si atterrà alle direttive del decreto nel corso dei mesi avvenire. Sarà l’anno dell’esame di terza media profondamente riformato ma si darà il via anche ad una serie di sperimentazioni che potrebbero segnare il nuovo corso della scuola italiana.

Liceo breve e abbandono dei compiti a casa, sono questi i progetti sperimentali che vedranno protagoniste alcune centinaia di scuole e altrettanti studenti alle prese con il tentativo di rivedere un approccio didattico che, forse, necessità di una revisione e di qualche innovazione. Le alunne e gli alunni che nell’anno scolastico 2017/2018 frequenteranno le scuole statali sono 7.757.849, per un totale di 370.697 classi. Di questi, 948.900 frequenteranno la scuola dell’infanzia, 2.538.095 la scuola primaria, 1.637.535 la secondaria di I grado e 2.633.319 quella di II grado.

Sempre nella scuola statale sono 234.658 le alunne e gli alunni con disabilità, erano 224.509 un anno fa. Di questi, 19.571 frequenteranno la scuola dell’infanzia, 83.232 quella primaria, 65.905 la secondaria di I grado, 65.950 quella di secondo grado. Questi appena elencati sono numeri record che spingono ad un impegno ancor più costante e ad una riflessione: sempre più famiglie ritengono i percorsi formativi dei loro figli come la strada privilegiata che possa condurli verso una reale inclusione. Il dovere delle istituzioni e il compito della scuola deve essere quello di non disattendere queste speranze e di far sì che ogni singolo studente possa sentirsi parte “integrata” di una vera comunità di persone.

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