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Amori estivi compromessi dalla timidezza, l’intervista a Ricky Farina

Amori estivi: è facile dirsi addio dopo un breve amore. Se non c’è un reale interesse, facilissimo direi. Dall’adolescenza, all’età adulta, capita di incontrare persone gradevoli, nell’aspetto e nell’animo, ma di non poterle conquistare, per una qualche ragione. E spesso accade durante il periodo estivo, che è il momento dell’anno in cui s’incontrano persone nuove con più facilità. Tra pentimenti e auto psicanalisi, quello che conta è cercare di capire perché non siamo più in grado di rimorchiare, e stare nei rapporti? Ne abbiamo parlato con Ricky Farina, filmaker e aforista, che ha pubblicato un pezzo su “Il Fatto Quotidiano”, nel quale racconta la sua esperienza di timido con gli amori estivi. “Avevo conosciuto una ragazza con la quale mi sarebbe molto piaciuto uscire. Era molto intensa, profonda, lenta, sensuale, nel camminare. Ricordo ancora dopo tanto tempo ce si chiamava Chiara e avrei voluto almeno dirle ‘Ciao, Chiara’. Lo faccio adesso”

‘Che spreco’, ci si potrebbe rammaricare. Mica capita tutti i giorni di incontrare persone verso le quali proviamo attrazione. Perché farsi sfuggire una possibilità che può rivelarsi importante col tempo? Se l’incontro è interessante, trascina, ci si dovrebbe lasciare andare ed approfondire la conoscenza. Eppure pare che la timidezza giochi un ruolo cruciale in questo. C’è gente che perde occasioni per orgoglio, per paura di non essere all’altezza. “Bisogna imparare a dimenticare se stessi, e aprirsi all’altro, all’ascolto, al volto dell’altra persona, così da vincere la timidezza che spesso può rappresentare un ostacolo insormontabile. Abbiamo perso l’alfabeto della vicinanza, del contatto; e questo è pericoloso. La realtà stessa è quasi un ologramma, è depotenziata. La realtà oggi è quella dello schermo. Diventiamo impacciati se c’è da avere un contatto. Il timido vive una realtà fantasmatica, adesso è la realtà stessa che è diventata un fantasma. Si parla di un impaccio quasi ontologico. Ricordo che molto tempo fa avevo incontrato una ragazza di Parma che mi pare si chiamasse Chiara. Le vorrei dire semplicemente ‘ciao’. Oggi la spiritualità della vita si è persa. Sembra che uno nel parlare di spirito voglia fare l’intellettuale, o darsi delle arie”, afferma Farina. “La vita è una meravigliosa tragedia. Non sono padre, non per una decisione razionale, filosofica. Dico a mia madre che mi ha dato alla luce, ma mi ha anche consegnato alle tenebre. Ma è solo una provocazione, perché in realtà sono felicissimo di vivere. Non sono padre per timidezza, ma non è mai detta l’ultima. Mi sono finalmente innamorato, a quarantotto anni”, aggiunge e conclude il filmaker, e aforista.

Ascolta qui l’intervista integrale

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