Spettacolo

Intervista a Leonardo Lamacchia: “Sanremo?Ora rimboccarsi le maniche”

Intervista a Leonardo Lamacchia? Un ottimo modo per raccontare cosa accade ai giovani dopo il Festival di Sanremo, kermesse in cui l’artista pugliese ha partecipato, nella sezione “Giovani”, con la canzone “Dopo Ciò che resta”. Ora la sua macchina artistica non si ferma ma anzi va avanti col nuovo singolo “Le chiavi del mio mondo”, secondo estratto dall’album “Ciò che resta” della OTRlive. Facciamoci raccontare il suo momento direttamente da lui.

Hai solo 23 anni ma già una storia importante. Credo sia stato un vantaggio aver iniziato così presto il tuo percorso?
Sicuramente ho avuto la possibilità di capire alcune dinamiche e di conoscere grandi professionisti. E’ stato sicuramente un vantaggio.

Non è che poi, in tutti i tuoi viaggi, finisce che le perdi “Le chiavi del mondo”?
Le ho perse un po’ di volte, per fortuna con l’aiuto delle cose a te più care sono sempre riuscito a ritrovarle. Gli amici, la famiglia e la musica rappresentano le chiavi del mio mondo.

Il video è molto bello. Quanto sei legato alla tua terra?

Tantissimo! La Puglia è una regione splendida con un potenziale enorme. Ci tenevo davvero a girare il video qui .

Del giro Sanremo giovani di quest’anno non è rimasto molto in radio. Serve ancora quel palco?

Sicuramente quel palco ti da la possibilità di arrivare a molte più persone in meno tempo, poi bisogna rimboccarsi le maniche ed iniziare a lavorare.

Quale palco sogni di calcare?
Posso sognare? Allora vorrei calcare i palchi dell’Arena di Verona e di san Siro.

Alla fine di questa intervista a Leonardo Lamacchia, ecco il video della sua canzone “Le chiavi del mio mondo”:

Biografia di Leonardo Lamacchia
Leonardo, coautore delle sue canzoni oltre che interprete, scrive partendo dal pianoforte; ha solo 23 anni e ha scelto la musica come linguaggio attraverso cui narrare il suo vissuto, filtrare i sentimenti, affrontare le fragilità.

Ma la storia d’amore tra lui e la musica inizia molto lontano: cantare a 6 anni in un coro di voci bianche era per lui un modo per sentire la propria voce amplificata, più forte, sorprendentemente bella e maestosa.

Poi la voce è diventata baritonale senza perdere la lucentezza iniziale e ancora dodicenne, Leonardo ha iniziato a sognare di calcare i palchi da solista; così ha intrapreso lo studio del pianoforte, si è avvicinato – curioso e impaziente di crescere – a tantissimi generi musicali diversi: la musica classica e lirica, il rock e l’indie-rock, la musica d’autore italiana e francese.

Adolescente è salito sul palcoscenico del Teatro Petruzzelli di Bari e ha capito che nutrire quel sogno, custodire quella bolla magica nella quale era appena entrato, sarebbe stato l’obiettivo della sua vita.

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