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Juniores d’élite: una romana sul tetto d’Italia. E’ il 6° SCUDETTO, per il TOR di QUINTO

Tor di Quinto Campione d’Italia

è il 6° scudetto in 26 anni!

 

E’ SCUDETTO, a FIRENZE, PER IL TOR DI QUINTO, che diventa Campione d’Italia per la sesta volta dal 1991 a oggi. Lo storico sodalizio di Via del Baiardo ha battuto per 5-3 la compagine del FENEGRO’ (Como), in una difficilissima finale giocata al “Buozzi”, Firenze Sud. E’ stata una vera impresa, per come si era messa nella prima frazione, per il valore dell’avversario incontrato, per le diverse, troppe, complicazioni difensive patite da una squadra che del reparto arretrato fa, storicamente, la propria forza, con il libero staccato e la tattica a uomo a tutto campo.

La conquista dello scudetto del torneo più importante del settore giovanile nazionale ha un valore specifico assoluto, perché il Tor di Quinto mancava da una finalissima dal 2010, anno dell’ultimo alloro conquistato, contro il Brixen-Bressanone (1-0) a Casal del Marmo, e che bissava quello di un anno prima vinto alla Borghesiana contro la toscana Marina di Pietrasanta (2-1). Ma soprattutto perché, dopo la scomparsa di Paolo Testa a soli 42 anni, il 16 gennaio 2012, era la prima volta, senza il figlio del presidente Massimo e nipote di Vittorio, che nel 1946 fondò la Rinascita Tor di Quinto quando, attraverso il Calcio, l’Italia usciva dal secondo conflitto mondiale.

Sono diversi, i talenti dei neo-Campioni d’Italia, ma la reazione mostrata allo svantaggio iniziale, vistoso errore di Mileto rimediato con un fallo da rigore e successiva ammonizione di Desideri, figlio di Stefano ex Roma e Inter, è stata quella di una grande, grande, grande squadra. In sette minuti, dal 26’ al 33’, l’undici romano, allenato dal nipote di Massimo Testa, Lorenzo “Lollo” Basili, ha segnato per tre volte dimostrando tutta la sua intraprendenza, la sua grinta ma soprattutto la voglia di rimettere il proprio nome in cima a tutto, a tutti, a tutte. Il penalty di Vancora è ripreso dal tiro di Fofi (26’), superato dal gol di Desideri Junior (30’), cancellato dalla doppietta di Fofi (33’). Il Fenegrò non ci sta e accorcia (40’) con un tiro di Loiacono sul quale Neri non è esente da colpe. Ma non sarà la giornata né dei portieri, anche dall’altra parte saranno troppi, gli errori, né della difese, visto che al termine del primo tempo il punteggio dice 3-2. Gran bel quarto d’ora iniziale della ripresa per i ragazzi di Ivan Stincone, che pareggiano grazie a Carà, con una signora punizione al 21’ che incrocia il “sette” e Neri ancora sorpreso. Libertini, uomo-squadra, firma il 4-3 appena 3’ dopo, con un cross di Scaglietta su cui il portiere lombardo Pisani va a vuoto. Bravissimo, il calciatore di centrocampo, a firmare una prestazione di grandissima sostanza, rete decisiva a parte. Al 25’ l’ultimo squillo di tromba del Fenegrò, con Vancora che manda alto di poco. E quando le due panchine ricorrono ai cambi, i presenti in campo del Tor di Quinto dimostrano di avere più benzina, lucidità e tessitura del gioco. Anche se, per l’onore delle armi, vanno battute le mani ai vinti che vanno vicini al possibile 4-4 con Neri che (!) ancora perde un pallone, sul quale Vancora produce una rapida mezza rovesciata. Stavolta il colpo di reni del numero 1 romano fa dimenticare tutto il resto con la palla in angolo. Nel finale, sul fronte opposto, il secondo, grave errore lo commette Pisani, e Volponi mette in rete per il 5-3 al 38’. Poco male, se Meledandri e D’Andrea sbaglieranno il potenziale sesto gol. Al triplice fischio un enorme 6 compare dalla tribuna. Sono tanti, adesso, gli scudetti di un club del livello organizzativo, tecnico, strategico, come il Tor di Quinto. Patria di un Campione del Mondo, Materazzi, e di tanti emulatori, che hanno frequentato la Coppa dei Campioni, la nuova edizione della Coppa Uefa (Europa League), e ogni categoria del mondo del Calcio, arrivando in Nazionale, come i ladispolani fratelli Freddi, i romani Antei, Sini, Frascatore.

Il Tor di Quinto è Campione d’Italia per la sesta volta nella sua gloriosa storia, nata nel 1946 con il nome di Rinascita Tor di Quinto. Cominciata dal Sor Vittorio, padre di Massimo e nonno di Paolo, nonché antico parente di Lorenzo, oggi allenatore giovanissimo alla prima esperienza, in un ultimo atto della categoria e vetrina più prestigiosa. E’ il sesto titolo di una storia meravigliosa, capace di proseguire, nonostante manchi, fisicamente, il suo condottiero più prestigioso. A lui un meraviglioso coro dedicato dai tanti ragazzini della scuola calcio del Tor di Quinto arrivati nella bellissima città toscana. Dolce, il ritorno. Come il bacio che Firenze ha dato agli amaranto-blù teverini.

 

IL TABELLINO: TOR di QUINTO-FENEGRO’ 5-3

Tor di Quinto: Neri, Papa, Scaglietta, Meledandri, Mileto, Desideri, Volponi, Consalvi (68′ Mattei), D’Andrea, Libertini (79′ Acanfora), Fofi. A disp. Leacche, Paniconi, Baldazzi, Caporali, Gallani. All. Lorenzo Basili.

Fenegrò: Pisani, Scuderi (86′ Fairtlouge), Bolella, Dell’Aquila (77′ Mengariaz), Sampietro, Evola, Marrapoti, Loiacono, Vancora, Borgoni (77′ Rome), Carà. A disp. Nuzzolese, Napolitano, Mosca, Battaglino. All. Ivan Stincone.

Arbitro: Sig. Leonardo Tesi di Lucca. Assistenti: Sigg. Marco Nencioni di Lucca e Andrea Donato di Pistoia. IV Ufficiale: Sig.na Maria Terza Travascio di Moliterno.

Reti: 13′ rigore Vancora (F.), 26′ Fofi, 30′ Desideri, 33′ Fofi (T.d.Q.), 40′ Loiacono (F.), 67′ Carà (F.), 69′ Libertini (T.d.Q.), 83′ Volponi (T.d.Q.).

Note: ammoniti tutti per condotta scorretta, Desideri (gioco falloso), Romeo (simulazione) e Bolella (gioco falloso). Calci d’angolo 6-5 per il Tor di Quinto. Giornata calda (39°), campo in buone condizioni, innaffiato, prima della partita. Recupero: 2′, 5′.

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