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“Insegnare ai bambini ad ascoltare musica e ascoltare se stessi”

Esce oggi “Mozart For Babies” il disco di Roberto Prosseda che raccoglie venti brani di Wolfgang Amadeus Mozart della durata di un’ora in totale, ed è disponibile in tutti i negozi di dischi, su Amazon e altri siti. L’album vuol’essere un modo per spronare le famiglie ad ascoltare musica coi figli, rendendo il momento un’occasione di condivisione con gli altri componenti della famiglia. Ma è anche un modo per ricordare ai grandi che ascoltare musica significa ascoltare se stessi, le emozioni, gli altri; e che bisognerebbe educare i figli a fare lo stesso. “Ogni grande compositore ha scritto in tante diverse forme. Mozart è stato particolarmente completo. Ho scelto per questi brani perché li ho ritenuti adatti essere ascoltati dai bambini”, dice il pianista a #genitorisidiventa, su Radio Cusano Campus. I benefici dell’ascolto di un brano di musica classica sono risaputi, vengono infatti usati per curare le malattie del cervello. E in questo, secondo l’ideatore, la musica di Mozart ha una sua autenticità, purezza, perfezione. 

“Quello che conta è l’approccio con cui si ascolta la musica, qualunque tipo”, aggiunge Prosseda subito dopo, sottolineando che “è una lente di ingrandimento della nostra interiorità. La musica classica più di altri tipi di musica. Più si crea armonia tra chi ascolta, e la musica stessa, più la musica ci aiuta ad entrare in simbiosi con noi stessi, e sono evidenti gli effetti. Mozart è un autore ideale anche per cominciare. La musica in famiglia è un ottimo pretesto per condividere qualcosa di bello tutti insieme. Insegnare ai bambini ad ascoltare musica con i genitori, ad ascoltare il silenzio che c’è prima e dopo un brano musicale e ascoltare noi stessi, ascoltare le emozioni che suscita una musica sono fattori per crescere interiormente, e conoscersi. Si tratta di venti brani della durata totale di un’ora, prevalentemente gioiosi, sereni, possono creare armonia, e gioia di vivere nei più piccoli. L’album inizia con l’allegro della sonata due per pianoforte utilizzato come test sull’effetto Mozart; quando negli anni ’90 in un università americana hanno dimostrato che chi ascoltava questo tipo di musica aveva sviluppato maggiori abilità psicomotorie. Seguono altri brani, molti sono già stati utilizzati come colonne sonore in alcuni film. E altri brani che ha scritto quando aveva cinque anni. Con la musica si impara ad ascoltare, se tutti impariamo ad ascoltare stiamo tutti meglio.”

Ascolta qui l’intervista integrale

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