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Jane Austen non morì intossicata dall’arsenico

Riguardo le notizie circolate in questi giorni sulla presunta morte per avvelenamento da arsenico della nota scrittrice britannica Jane Austen sono intervenuti ai microfoni di Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Genetica Oggi” condotto da Andrea Lupoli, il Prof.Filippo Cruciani, Responsabile medico del Polo Nazionale di Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità e Giuseppe Ierolli, Membro del Consiglio direttivo della Jane Austen Society of Italy. I due esperti sono intervenuti per commentare la ricerca della British Library che ha correlato la cataratta della Austen ad una possibile intossicazione da arsenico.

Il Prof.Filippo Cruciani, Responsabile medico del Polo Nazionale di Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione visiva degli ipovedenti (presso il Policlinico A. Gemelli di Roma) ha detto:

“Questa notizia mi ha molto sorpreso, prima di tutto perché parlare di cataratta da intossicazione è molto strano. Personalmente non l’ho mai riscontrata anche se è possibile. La cataratta è una patologia complessa, difficile riferirla ad una specifica causa come l’avvelenamento da arsenico. Mi ha stupito poi come i ricercatori sono giunti a questa conclusione. Il sintomo oculare legato ad intossicazione cronica da arsenico è l’ultimo fra tutti i sintomi, potrebbe aver avuto un otticopatia progressiva che a poco a poco ha portato ad un peggioramento della vista. L’ipotesi di un avvelenamento da arsenico mi sembra molto fantasiosa e molto azzardata”.

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Gli fa eco Giuseppe Ierolli, Membro del Consiglio direttivo della Jane Austen Society of Italy: “Sono molto scettico. L’articolo della British Library è solo probabilistico. E’ pieno di ipotesi e possibilità non di certezze. Non si sa poi se questi occhiali, oggetto di studio, siano stati indossati da Jane Austen. Non si sa nemmeno se sono davvero i suoi. E’ una ipotesi un po’ azzardata. Sono molto poche le lettere di Jane Austen in cui parla di problemi agli occhi (giusto 2 o 3) e sono di 18 anni prima della morte. Ce n’è una sola in cui parla di semplici disturbi agli occhi di 3 anni prima che morisse. Nell’ultimo suo manoscritto, di due mesi prima della morte, non c’è nessuna traccia di una persona quasi cieca (come viene descritta). Credo che tutta questa storia nasca da una scrittrice di gialli, Lindsay Ashford, che qualche anno fa ha scritto un libro intitolato: “La morte misteriosa di Miss Austen” dove a seguito del fatto che in una ciocca di capelli di Jane Austen erano state trovate tracce di arsenico, ha imbastito un giallo in cui la Austen veniva appunto avvelenata da qualcuno con l’arsenico ma è tutto inventato. E’ una manovra pubblicitaria visto che siamo nel bicentenario della morte della grande scrittrice”.


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