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Sgarbi: “Stadio della Roma? Chiamo l’Isis!”. Poi a Totti…

Incontenibile Vittorio Sgarbi contrario allo stadio della Roma. Al telefono con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori di ECG su Radio Cusano Campus, il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha tuonato nuovamente contro lo stadio della Roma: “Chiamo l’Isis”. E ha attaccato Francesco Totti: “Sia uno sportivo, non si comporti da servo degli americani”. 

SGARBI CONTRO LO STADIO DELLA ROMA: ATTACCA TOTTI E “MINACCIA” DI CHIAMARE L’ISIS-ASCOLTA

Vittorio Sgarbi contro lo stadio della Roma. E nuovamente contro Totti. Il critico d’arte prima di parlare del progetto di Tor di Valle però ha commentato la proposta del Governatore del Veneto Zaia, che vorrebbe un numero chiuso per i turisti a Venezia: “E’ tutta una contraddizione, la città più turistica d’Italia e forse del mondo, che è Venezia, ha 800 milioni di debito di bilancio,per misteriose ragioni di evasione fiscali o di furti. I turisti che vanno non sono sufficienti a garantire un’economia felice, il numero chiuso che vantaggio darebbe? Non capisco qual è l’obiettivo cui mira Zaia. Anche perché Venezia è pressoché deserta, tolti 3 o 4 punti dove circola la gente. La città è semivuota, forse dovrebbero semplicemente creare dei percorsi diversi e meglio distribuiti per i turisti”.

Sullo stadio della Roma e l’attacco riservato a Francesco Totti dai microfoni de La Zanzara su Radio 24 e successivamente in un video postato sulla propria pagina Facebook Vittorio Sgarbi è categorico: “I romanisti si sono arrabbiati? Non me ne importa nulla, non mi interessa di compiacere i romanisti, a me interessa salvare Roma. Il Totti che vuole lo stadio non è uno sportivo è un amico dei delinquenti. Quelli sono speculatori, delinquenti, americani. Evidentemente lui avendo il presidente della squadra che è interessato alla speculazione lo difende. Vuoi lo stadio? Chiedi il Flaminio. Non è che una città così importante si rovina per far fare lo stadio agli americani con una operazione speculativa che prevede due o tre grattacieli. Roma non può essere distrutta dagli speculatori, chi è d’accordo con Totti non è romanista, non è romano, ma è un barbaro americano. Quello è un progetto immondo, è l’azione più devastante fatta a Roma dopo il sacco di Roma. Questo è il secondo sacco di Roma. Se tu vuoi essere complice del secondo sacco di Roma sei un barbaro. Un grande calciatore come Totti non può essere servo di un americano, dev’essere libero. La mia sfida va avanti, altrimenti chiamo l’Isis e gli faccio mettere le bombe sotto i grattacieli, così abbiamo risolto. Già hanno fatto saltare le torri gemelle, sarà il destino di queste due, sono un’esca per terroristi. Operazione barbarica, sacco di Roma, in attesa che qualcuno ci metta delle bombe per farle saltare. E’ folle pensare che una città come Roma non sia capace di fare le Olimpiadi ma faccia uno stadio solo per gli interessi speculativi di un americano”.

Sul suo incontro con Chiara Appendino, sindaca di Torino Vittorio Sgarbi scherza: “La Appendino è una Raggi riuscita. E’ una patata non bollita e neanche bollente. E’ una patata buona, saporita, gentile, interessante. Il titolo di Feltri su Virginia Raggi? Un titolo meraviglioso, l’umorismo sta nel doppiosenso, quello è un doppiosenso riuscito, non si può impedire il divertimento della battuta. Patata è un termine affettuoso, la patata è buona, è dolce, è morbida, è saporita, è fragrante, patata è la denominazione della fica più affettuosa”.

Su Atene che rifiuta di concedere l’acropoli a Gucci Vittorio Sgarbi la pensa così: “E’ il Paese che nonostante i problemi economici da un valore inestimabile al patrimonio artistico, lo hanno fatto di proposito per fare notizia, è come dire di no ad un Nobel, quando dici di no a un Nobel è come se ne vincessi due. Io quella sfilata l’avrei fatta fare, è meglio avere 55 milioni che niente, ma probabilmente questa cifra non è reale”.

Sul caso Lavagna e il dibattito a proposito della liberalizzazione delle droghe leggere: “Io sono per la liberalizzazione delle droghe pesanti, di quelle leggere non me ne frega niente. L’idea di prendere una droga è la prova di una mente ottenebrata, a questo punto tanto vale legittimare le droghe pesanti, così c’è una più rapida eliminazione dei coglioni”.

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