Spettacolo

Cartoonando, il concerto con le sigle di cartoni animati anni ’80 più famose

Un concerto dedicato ai bambini degli anni ’80, quelli che attendevano con trepidazione il pomeriggio per vedere una nuova puntata del cartone animato preferito. “Cartoonando” non è uno show pensato solo per i 35/40enni di oggi. A cantare le sigle di Pollon, Jeeg Robot, Creamy, Candy Candy, Holly e Benji sono i figli di quei bambini e tanti appassionati. dAltrocanto è la megaband di 24 coristi e 6 elementi che le esegue da anni, canzoni che diventavano vere e proprie hit parade. L’appuntamento è per sabato 14 gennaio alle 17.30 all’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università Tor Vergata. L’incasso verrà interamente devoluto in beneficenza. Ha presentato l’evento a “Il mattino ha la cultura in bocca”, condotto da Emanuela Valente, Emiliano Ciardulli, maestro e ideatore della band.

Quali sono le sigle più richieste?
Di Jeeg Robot dobbiamo sempre fare il bis. Non dimenticherò mai un concerto, in particolare, durante il quale ci chiesero tantissime volte Lady Oscar, inaspettatamente. Eravamo alla festa patronale di Sant’Oreste, alle porte di Roma, e pensammo che fosse l’inno ufficiale di quel paese. Anche Gigi la trottola va per la maggiore.

Come nasce il progetto dAltrocanto?
Quest’anno compie tre anni. Avevo in mente da tempo di formare un coro e a Natale del 2013 ho deciso di mettere in pratica l’idea. Siamo partiti con una piccola band, una decina di coristi. Inizialmente dovevamo dar vita solo a una serie di spettacoli natalizi. Ma ci eravamo divertiti così tanto che abbiamo deciso di continuare e di cantare le sigle dei cartoni animati. A breve daremo vita al nostro terzo spettacolo basato sulle più belle canzoni di musical famosi.

Prerogativa del progetto dAltrocanto è sostenere iniziative di solidarietà. L’incasso di Cartoonando a chi sarà devoluto?
dAltrocanto nasce proprio con questo obiettivo. L’intero incasso del 14 gennaio, i biglietti costano 10 euro, andrà interamente a Peter Pan Onlus. L’associazione si occupa di sostenere e accogliere le famiglie con bambini malati di cancro che vengono a curarsi a Roma da tutta Italia e dal resto del mondo.

Ascolta l’intervista in podcast

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *