Politica

Tredicenne tolto alla madre, l’opinione di Monica Cirinnà

Padova. Un tredicenne è stato allontanato dalla madre perché troppo effeminato. Per dire la sua su questo e non solo stamattina ai microfoni di Radio Cusano Campus è intervenuta Monica Cirinnà. La senatrice del Partito Democratico nel corso di ECG ha dichiarato: “La storia del tredicenne tolto alla madre perché effeminato? Chiederò lumi oggi stesso in commissione giustizia”. Monica Cirinnà ha detto la sua anche sulla questione obiettori di coscienza: “Servono dei concorsi esclusivi per i non obiettori”. 

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Monica Cirinnà ha commentato la notizia riportata dal Mattino di Padova a proposito di un tredicenne sottratto alla madre per via di atteggiamenti troppo effeminati: “Se fosse vero fino in fondo sarebbe una scelta pericolosissima. In moltissime famiglie si viene cresciuti esclusivamente da figure materne. Faccio l’esempio della mia famiglia, mio padre era direttore di produzione e ha vissuto per più di due anni a New York, con i miei fratelli che sono stati cresciuti insieme a me da mia mamma e da mia nonna. Forse nessuno ha ben chiaro che gay o lesbiche ci si nasce, l’orientamento sessuale fa parte del nostro DNA. Tu non diventi gay o lesbica se cresci tra le donne o cresci tra gli uomini. Bisogna semplicemente accettare l’appartenenza a un genere sessuale che può essere a cavallo tra il maschio o la femmina. L’ha detto l’organizzazione mondiale della sanità, non Monica Cirinnà. L’orientamento sessuale è una propria appartenenza genetica, questo ragazzino sarebbe così anche se fosse stato cresciuto in una caserma. Io comunque del tribunale dei minorenni mi fido tantissimo, bisogna capire bene cosa è accaduto. In alcune occasioni sarebbe andato a scuola con gli occhi truccati? Che male c’è, non vedo per quale motivo si deve essere discriminati per l’orientamento sessuale. Purtroppo-aggiunge la senatrice Pd Monica Cirinnà- Padova è una città particolare, Padova ha brillato per essere stata una delle città nelle quali non si volevano celebrare unioni civili, c’è un ambiente particolarmente ostile, negativo, un po’ bigotto, un po’ moralista, con questa parte della provincia che vuole stare tranquilla e non vedere il cambiamento. Comunque sulla storia di questo bambino, pur fidandomi del tribunale dei minori, chiederò lumi oggi stesso in commissione giustizia“.

 

Sugli obiettori di coscienza Monica Cirinnà è categorica: “L’obiezione di coscienza è un argomento di tutto rispetto, può toccare la vita di persone in tanti ambiti. L’ambito lavorativo è diverso dalla vita privata. Se io faccio il ginecologo nel mio studio viene una donna che non vuole tenere il bambino. Io posso consigliarla di non abortire, poi la devo organizzare all’ospedale pubblico, perché la legge 194 prevede che gli aborti si facciano solo negli ospedali pubblici. L’ospedale pubblico è obbligato ad ascoltare quella donna e a fare ciò che lei chiede di fare. Noi consentiamo l’obiezione di coscienza negli ospedali pubblici e questo viola la legge. E’ obbligatorio per ogni ospedale assumere dei ginecologi non obiettori e non si può fare prima il concorso pubblico e poi dichiararsi obiettori. Io in mente ho una situazione, non ho depositato questo mio ddl per la delicatezza del momento politico che stiamo vivendo. Basterebbe dire sulle nuove assunzioni del sistema sanitario nazionale che c’è un plafond esclusivo dedicato a giovani ginecologi non obiettori che vadano nei servizi 194 e che chi fa questo concorso non può poi dichiararsi obiettore. Questa sarebbe una soluzione semplice, sarebbe l’unico modo. Servono dei concorsi esclusivi per i non obiettori“.

 

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