Spettacolo

Mole Moonwalktet: “Attenzione alla scena musicale di Belluno, ci sono tanti bravi artisti”

Chi?
Sono Andrea Riva ma ormai anche mia madre mi chiama Mole. Vivo a Belluno e proverò a spiegare quello che faccio senza risultare troppo arrogante. Vengo dall’hip hop, ex Atlantide4et, frontman dei miei Mole Moonwalktet nonché dei Maci’s Mobile, mi diverto a suonare un po’ di strumenti, a smanettare con l’elettronica nel progetto Mole|ctronix (Helix Nebula), con i beat e i sintetizzatori, inoltre ho un’instabile ensemble jazz dove suono la batteria e odio lo skapunk. Più specificatamente di recente sono uscito con un nuovo disco a firma Mole Moonwalktet che si chiama “Manuale per funamboli” (il seguito di “Visionauta” del 2011, sempre per ReddArmy) dove, volutamente, abbiamo messo dentro davvero tutto quello che volevamo suonare, senza limiti. Insomma, schizofrenia sonora! Siamo appena tornati dalla Germania per un tour di sei date unite a qualche data italiana a cui ne aggiungeremo altre durante l’estate.

Che cosa?
Principalmente amo scrivere. Forse è la cosa che mi dà più soddisfazione e allo stesso tempo mi snerva maggiormente, specie quando per finire un brano ci impiego un mese perché manca una parola. QUELLA parola. Ultimamente mi piace anche comporre colonne sonore, perché un domani quando sarò vecchio e marcio, vorrei fare quello, comporre colonne sonore per film che non usciranno mai. Mi piace tenere separati i vari progetti ma allo stesso tempo so che uno si nutre dell’altro e viceversa. Ho scelto di avere progetti diversi in ambiti differenti proprio per non fossilizzarmi e, di conseguenza, non rendere noioso tutto quello che propongo.

Quando?
Bene o male, sempre. Ovviamente quando hai venti anni e tantissimo tempo libero, il più delle volte lo sprechi. Ora, a trentadue anni e con un figlio, c’è sempre meno tempo ma probabilmente lo si sfrutta meglio e ci si adegua, anche facendo numeri da circo per incastrare tutto. Ma il punto è, come diceva John Coltrane, che ce l’hai sempre in testa, sempre! Non puoi sfuggire al pensiero di quella parola/nota/suono/beat che ti perseguita o più che altro non vuoi…

Dove?
Belluno, dove sono usciti e stanno uscendo tanti bravi artisti, soprattutto con personalità. Qui non hai di che essere influenzato dal “suono del momento” e ti crei uno stile tuo, sennò son mazzate. Da qui sono usciti i Cupo Beat, Non voglio che Clara ecc. Siamo fuori dal centro gravitazionale della “musica italiana”, ovviamente, e questo fa sì che lo sbattimento sarà triplo per far ascoltare le tue cose (ebbene sì, anche con l’avvento di Internet), ma va bene così. Forse un giorno me ne andrò a New York a vendere formaggio e, appunto, a fare colonne sonore.

Perché?
Perché è inspiegabile quello che ti dà la musica, davvero. Ogni volta che finisco un album mi dico che dovrei prendermi un anno sabbatico e fare altro, ma il minuto dopo ho già iniziato il disco successivo. Va così…

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